
Ambasciatrice dell'umanità
La musicista colombiana Alais Clay si espone con temi politici scomodi, che i suoi colleghi tedeschi spesso preferiscono evitare.
Si conferma sempre di nuovo: le canzoni che nel vero senso della parola sarebbero necessarie non nascono. Oppure non giungono nemmeno alla nostra conoscenza, perché vengono cancellate, non trovano alcuno spazio. Così, negli ultimi anni, il songwriting di lingua tedesca è diventato un’arte dell’evitare con timore i temi davvero importanti.
Per fortuna, però, attorno al chitarrista e cantautore Jens Fischer Rodrian e a sua moglie Alexa si è nel frattempo formato una sorta di piccolo villaggio gallico, una cellula di resistenza artisticamente di alto livello. Altrettanto rallegrante: la deplorevole evoluzione che abbiamo dovuto constatare in Germania non avviene ovunque nel mondo nello stesso modo.
In occasione di un festival culturale internazionale in Messico, Fischer Rodrian e i suoi accompagnatori Nicolas Riedl e Tom-Oliver Regenauer hanno stretto contatti stimolanti, così da poter ora raccontare di una vivace Internazionale dell’arte politicamente impegnata. Una delle loro « scoperte » è la colombiana Alais Clay, che produce video di alta qualità con testi prevalentemente parlati e divulgativi su temi scottanti. La sua canzone „Propaganda Overload“, che l’autore presenta qui, fa riferimento soprattutto alle menzogne sul Corona non sconosciute nemmeno in Germania. La canzone dimostra che persone intelligenti in tutto il mondo, indipendentemente le une dalle altre, possono arrivare a pensieri simili.
Viaggiare apre gli occhi e il cuore. Viaggiare aiuta a capire. Viaggiare – aperti in tutte le direzioni.
Così è stato per me negli ultimi dieci mesi, in cui ho avuto la fortuna di fare, durante i miei viaggi, incontri stimolanti con musicisti molto speciali.
Sul mio cammino verso la Grecia avevo suonato spesso per strada – anche a Kalamata, dove fui invitato in un locale greco da un’insegnante di musica che mi aveva ascoltato per un po’. Là suonava un trio – dalla mezzanotte fino alle 5 del mattino. Che esperienza: cinque ore di musica dal vivo del migliore genere – senza sosta. Quando qualcuno del trio doveva andare in bagno, gli altri continuavano a suonare. Pause non ce n’erano. Giovani e anziani cantavano, ballavano, ridevano, mangiavano prelibatezze della cucina locale e bevevano vino greco.
Raramente mi è stato così chiaro, in modo tanto impressionante, quanto ci abbiano tolto, a noi tedeschi, le canzoni. La musica popolare non la coltiviamo più. Canti popolari che tutti conoscono non ce ne sono quasi più. Su di essi grava il cattivo odore di stalla del nazionale, nel peggiore dei casi del völkisch.
In Grecia questo problema non ce l’hanno. Nemmeno in altri paesi. Un mio amico una volta, molti anni fa, sedeva attorno a un falò in Portogallo, con lui viaggiatori di paesi diversi. Ognuno cantava una canzone della propria terra. Quando toccò a lui, non gli venne in mente nulla di adatto.
La serata nel bar greco ha lasciato in me un’impressione duratura, soprattutto per la sua autenticità culturale – e ciò su molti livelli. Cibo, musica, ospitalità greca – nulla appariva artefatto. Tutto questo non serviva agli affari con i turisti, ma a un intrinseco senso di comunità – a una condivisione generosa e naturale.
Qualche mese dopo ero con Nicolas Riedl e Tom-Oliver Regenauer in Messico al congresso THE PEOPLE’S RESET. Nel reportage di Manova Non lamentarsi, fare! potete scoprire un po’ di più su questo viaggio. Sia sulla strada verso Morelia sia al congresso stesso, l’ospitalità era percepibile in permanenza – proprio come in Grecia qualche mese prima.
Accanto alle molte conferenze e ai workshop, all’evento erano presenti anche espositori e musicisti grandiosi. Una di loro è Alais Clay. Lei e i suoi colleghi Sol Disciple, Prezence, Dub FX e altri hanno animato il programma serale. Non solo le esibizioni soliste degli artisti, ma anche la simpatica intesa hanno dimostrato ancora una volta in modo impressionante quanto l’arte possa unire. Ci si invitava a vicenda sul palco e ci si sosteneva. Un altro momento saliente: anche nel reportage di Manova sopra citato, che accompagna l’evento, Alais Clay compare in una breve intervista.
La musicista colombiana, che nel frattempo vive negli USA, articola in alcune delle sue canzoni molti dei temi che ci occupano da anni: l’industria farmaceutica, il complesso militare-industriale, la geoingegneria, la propaganda – nella sua arte riprende sempre di nuovo tutto ciò che molte star del suo genere evitano.
Proprio per questo mi ha affascinato anche la canzone Propaganda Overload – la sua presa di posizione su tutte le menzogne sul Corona.
Chi c’era mai, nel genere hip-hop così deludente, che ha aperto bocca? B-LASH, Kianush, Bustek, Lapaz, i ragazzi di RAPBELLIONS – e … esatto, molti di più non ce n’erano proprio.
Alais ha cominciato già molto prima del Corona a mettere il dito nella piaga, così per esempio nel 2016 con Deadly Rain. Ma anche l’approccio spirituale, così importante, fa parte del suo percorso personale e musicale, come ha cantato nel duetto Wake up con Chances R Good nel 2025. Il tema della pace e della libertà vi risuona sempre – come anche nella canzone seguente, che vorrei ancora presentare qui: Shape Up featuring Freedom Movement.
Si condivide quest’unica esperienza, che si sia stati in Germania, in Grecia o in Messico. Esperienze che ci hanno portato sull’orlo della disperazione, ma che pure hanno aperto gli occhi. Il Corona ha portato in superficie molte cose che ad alcuni, però, erano già chiare prima.
Artiste come Alais Clay sanno che la via decentralizzata è una parte della soluzione – lontano dalle istituzioni statali, dalle ONG, dalle Tech Companies e dalla Silicon Valley – verso i legami che durano. Eventi come „THE PEOPLE’S RESET“ riuniscono persone disposte a percorrere nuove strade e a mettersi in rete in modo decentralizzato.
Così è accaduto che Alais parteciperà al quarto album „Protestnoten“, che uscirà nell’autunno del 2026. Insieme ad Alexa Rodrian registreremo una canzone e presenteremo inoltre uno dei suoi brani.
Gli artisti che hanno dato la loro adesione all’album si solidarizzano con gli autori e i giornalisti sanzionati dall’UE. Naturalmente, per qualcuno come Alais – lo ha reso inequivocabile nella nostra conversazione – la scena dei media alternativi è essenziale quando si tratta dell’accesso alle informazioni e del giornalismo investigativo in generale. I media mainstream falliscono non solo in Germania, il fenomeno esiste allo stesso modo negli USA, dove Alais vive. Che si tratti delle fantasie della Grande Israele del governo Netanyahu, del genocidio a Gaza, della guerra contro l’Iran in violazione del diritto internazionale, dell’informazione unilaterale riguardo alla guerra in Ucraina o di un serio chiarimento nel caso Epstein – i media dei grandi gruppi, comprati, sono diventati completamente inutili. I nuovi media indipendenti, invece, acquistano sempre più rilevanza, influenza e diffusione.
Già oggi gran parte delle persone si informa al di fuori della bolla mainstream e segue podcaster e giornalisti investigativi in tutto il mondo. Per dare a ciò un peso particolare, gli artisti che presenteremo in uno dei prossimi „Friedensnoten“ parteciperanno attivamente.
Alais Clay è tra le artiste che vale la pena tenere a mente. Potere femminile nella forma migliore possibile – non con una forzata presa di distanza dai suoi colleghi uomini, ma sempre di nuovo con duetti alla pari, sia con Prezence, Dub Fx o Chances R Good – o adesso con noi.
Arte come dovrebbe essere: rilevante, attuale e poetica – con cuore e anima, senza confini nella testa. You go Alais!
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