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Consigli di abbigliamento per la visita di leva
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Consigli di abbigliamento per la visita di leva

Una canzone del re della canzone di protesta Yann Song King affronta in modo divertente e nostalgico il tema del „servizio militare“.

„Dobbiamo diventare idonei alla guerra!“ e „Trasformiamo la Bundeswehr nell’esercito convenzionale più forte d’Europa.“ A parte la pura follia e l’oblio della storia che simili affermazioni lasciano trasparire, i giovani oggi devono davvero tornare a confrontarsi con la domanda su come comportarsi quando, all’improvviso, intorno al loro diciottesimo compleanno, ricevono un vincolante saluto dall’ufficio distrettuale di leva. A questo ci sono di certo molte risposte. Una che piace particolarmente all’autore, in quanto obiettore di coscienza, è: con testa e umorismo. Proprio una risposta del genere la offre l’artista Yann Song King con la sua canzone „Kleidungstipps zur Musterung“. Sfacciata, intelligente e con il dito puntato sulle assurdità del nostro tempo. La canzone è al tempo stesso un ponte tra i fronti, verso un interesse comune: proteggere le persone e affrontare la follia di questi tempi con una sana dose di ribellione. Un contributo all’edizione speciale „Servizio militare e militarizzazione“.

Pubblicato
23. maggio 2026
Tempo di lettura
circa 7 min
Canzone
Kleidungstipps zur Musterung
Interprete
Yann Song King
Album
Intelligenzliche Künst, 2026

La questione del servizio militare e, di conseguenza, di come sottrarvisi accompagna probabilmente la metà maschile dell’umanità in un modo o nell’altro sin da quando ci sono stati i primi scontri all’interno della nostra specie.

In Germania abbiamo avuto per un po’ una generazione di giovani che non ha dovuto confrontarsi con domande come:

  • Sono disposto a „difendere“ questa costruzione sociale e politica accettando lesioni fisiche fino alla mia stessa morte?
  • Sarei davvero disposto a uccidere un altro essere umano, che nemmeno conosco, solo perché è nato in un’altra regione del mondo?
  • Voglio sottomettermi a una catena di comando le cui decisioni stabiliscono chi vive e chi muore, ma vengono spesso prese lontano e secondo un calcolo strategico, distanti dal semplice soldato e dalla sua realtà sul campo di battaglia?
  • … e innumerevoli altre domande che ci si può porre in questo contesto.

Io stesso appartenevo a una delle ultime leve ancora „chiamate alle armi“. Intorno al diciottesimo compleanno arrivava poi un cordiale saluto per posta: si pregava di presentarsi all’ufficio distrettuale di leva e di ricevere di persona gli auguri. E già che si era lì, c’era un controllo sanitario gratuito e una chiacchierata informale su popolo, patria e libertà – parole d’ordine con cui oggi probabilmente si farebbe un po’ di fatica – nonché su ciò che un giovane potesse fare per contribuire a preservarle.

C’era un questionario per tutti i mali fisici e psichici, perché ci si preoccupava dei giovani. Un test dell’udito, per accertare che si fosse almeno fisicamente in grado di percepire gli ordini. Si teneva conto anche della futura pianificazione familiare: „Si pieghi in avanti e tossisca“ – i lettori maschi ricorderanno.

Ricordo ancora come, durante il colloquio successivo, fossi combattuto. Da un lato il mio piano era di essere riformato. Perciò nel questionario ho esagerato ogni allergia, dichiarato di fumare come una ciminiera e indicato tutto ciò che mi veniva in mente per essere classificato come non idoneo. Dall’altro le domande suggestive della commissione di leva pizzicavano l’onore di un giovane uomo, e la prospettiva di poter sciare come cacciatore alpino o lanciarmi col paracadute come paracadutista, sparacchiando in giro anche un po’ per divertimento, aveva un certo fascino.

Specialmente quando, come me, si è cresciuti in un’epoca in cui la guerra era in realtà impensabile o – semmai – accadeva soltanto da qualche altra parte, ma di certo non qui in Germania.

Alla fine la decisione mi fu resa facile: grado di idoneità II – T2

Dunque niente guardia, niente paracadute e niente sci.

Avevo comunque intenzione di svolgere il servizio civile insieme al mio migliore amico. Se proprio dovevo bere con i colleghi, allora meglio in un club o in un pub, dove c’erano anche donne, e poi dormire nel mio letto senza essere sgridato da qualcuno la mattina dopo.

Mi avvalsi quindi di una delle grandi conquiste della nostra repubblica del dopoguerra: l’obiezione di coscienza.

Un tempo ancora un atto piuttosto solenne, con un’udienza in tribunale in cui un giudice decideva sulle motivazioni del coscritto, questo processo è diventato negli anni – presumibilmente a causa dei costi – sempre più un atto formale, ridotto a un semplice scambio di corrispondenza. La mia „motivazione all’obiezione di coscienza“ fu sì respinta in primo grado, ma una nuova stesura portò poi a un’esclusione permanente dal servizio militare.

Dalla prospettiva di allora questa era più una questione filosofica che una questione in cui è in gioco la propria vita. In buona parte anche una questione di comodità. Dal punto di vista di oggi, però, probabilmente una delle migliori decisioni della mia vita finora.

Alla luce dell'attuale situazione mondiale, della mancanza di personale diplomatico in Europa e degli orrori della moderna guerra dei droni su un campo di battaglia trasparente, la questione del servizio militare torna ora a essere per i giovani un problema realmente esistenziale.

Perciò vorrei invitare voi, cari lettori, a condividere la canzone che segue con tutti coloro che potrebbero proprio ora ricevere una lettera, oppure con amici e conoscenti che hanno figli nell’età in questione:

Yann Song King – Kleidungstipps zur Musterung

A questo punto vorrei spezzare una lancia in favore del servizio civile. Dalla prospettiva odierna ripenso volentieri a quel periodo, perché quell’esperienza ha creato qualcosa che ritengo molto utile. Ha dato ai giovani, dopo la scuola, un buon avvio nella vita adulta. Per la maggior parte significava trovarsi per la prima volta fuori dalla scuola e svolgere un’attività per cui si viene anche pagati – seppur molto male, ma per la maggior parte era comunque la prima volta di guadagnare denaro proprio, a parte la paghetta.

Io stesso dovetti d’un tratto collaborare con una varietà di persone che, da liceale, non avrei mai conosciuto. Fu una lezione di umiltà, ma anche di assenza di classi, che almeno a me fece bene. E anche lo Stato poteva approfittare, in ogni leva, di una moltitudine di manodopera a basso costo, che poi mancò sensibilmente proprio nel settore dell’assistenza.

Al tempo stesso si imparava la responsabilità, la burocrazia del lavoro e cosa significhi in generale far parte del mondo del lavoro. Dunque anche un periodo per riflettere, dopo la scuola, su cosa si voglia fare di questa vita. Quando all’epoca il servizio militare fu abolito, si perse l’occasione di introdurne un sostituto comparabile.

Poiché il confronto musical-umoristico con questo tema in realtà non è affatto nuovo, vorrei ancora offrire, come piccola chicca, la colonna sonora del mio stesso periodo di servizio civile:

T2wei feat. Nico Suave & Dendemann

Original

„Quellen und Anmerkungen:

Um nicht falsch verstanden zu werden: Sich notfalls für die Verteidigung des eigenen Landes und seiner Bürger aufzuopfern halte ich für überaus ehrenwert und möchte niemanden in ein schlechtes Licht rücken, der sich seinerzeit anders entschieden hat.

Dieser Artikel richtet sich nicht das Konzept einer funktionierenden Landesverteidigung oder das Soldatentum, sondern gegen den Irrsinn einer Politik, die junge Menschen auf den Schlachtfeldern der eigenen Arroganz und Überheblichkeit opfert.“

Übersetzung

„Fonti e annotazioni:

Per non essere frainteso: sacrificarsi, se necessario, per la difesa del proprio Paese e dei suoi cittadini lo ritengo oltremodo onorevole, e non voglio mettere in cattiva luce nessuno che all’epoca abbia deciso diversamente.

Questo articolo non è rivolto contro il concetto di una difesa nazionale funzionante o contro il mestiere del soldato, bensì contro la follia di una politica che sacrifica i giovani sui campi di battaglia della propria arroganza e presunzione.“

Ascolta & Guarda

Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/kleidungstipps-zur-musterung

La canzone in originale