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Il contrario della guerra
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Il contrario della guerra

Con la sua canzone „Silly Love Songs“ Paul McCartney difese il diritto di scrivere canzoni d'amore anche di fronte a drastiche derive politiche.

John Lennon e Paul McCartney — è forse il duo di autori più celebre di tutti i tempi. I compagni di strada finirono però per allontanarsi l’uno dall’altro. Dopo la fine dei Beatles entrambi lavorarono con cura alle proprie carriere soliste. L’immagine dei due artisti era però molto diversa. Lennon passava per il ribelle politicamente sveglio, McCartney piuttosto per l’autore di melensaggini, dotato ma innocuo.

È possibile che anche da John Lennon stesso siano arrivati messaggi sprezzanti sull’opera dell’ex collega. Reagendo a ciò, nel 1975 Paul McCartney creò la fortunatissima canzone „Silly Love Songs“. Con essa volle esprimere che non hanno valore soltanto le chanson politiche di denuncia, ma anche le canzoni sul „sentimento più bello del mondo“. In fondo, argomenta, la domanda per esse resta immutata. Dunque: „Che cosa c’è di sbagliato?“

Pubblicato
21. dicembre 2024
Tempo di lettura
circa 12 min
Canzone
Silly Love Songs
Interprete
Paul McCartney
Album
Wings at the Speed of Sound, 1976

Beati per l’amore, dèi per l’amore, uomini pari agli dèi! L’amore rende il cielo più celeste, la terra un regno dei cieli

scrisse Friedrich Schiller nel 1792 nel suo inno „Triumph der Liebe“. Per Schiller, esponente dello Sturm und Drang, l’amore era la forza onnipotente capace di rendere il mondo un luogo migliore. Chi ama non fa guerre: così suonerebbe probabilmente questo messaggio tradotto nel mondo del pensiero pacifista.

Il 30 aprile 1975, cioè 183 anni dopo l’ode all’amore di Schiller, la guerra del Vietnam, che infuriava dal 1955, si concluse con la conquista di Saigon, capitale del Vietnam del Sud, da parte delle truppe nordvietnamite. Tirando una riga sotto questo oscuro capitolo, divenne anche chiaro quali terribili conseguenze avesse realmente avuto l’entrata in guerra degli Stati Uniti, motivata nel 1964 dal presidente Lyndon B. Johnson con la frase a noi fin troppo nota „La libertà di San Francisco viene difesa a Saigon“. Le stime odierne ritengono che nella guerra del Vietnam un milione di soldati e due milioni di civili abbiano perso la vita e che due milioni di persone siano state mutilate. L’erbicida „Agent Orange“, irrorato su vasta scala dagli americani da aerei ed elicotteri, conteneva la diossina altamente tossica TCDD. Il veleno irrorato si trova ancora oggi nella catena alimentare e continua a causare malattie e aborti spontanei.

No, la libertà di San Francisco non fu di certo difesa a Saigon. Al contrario, la domanda che i soldati statunitensi sollevavano di continuo nelle lettere a casa, !Perché siamo qui?” rimase nel 1975 definitivamente senza una risposta soddisfacente. La guerra lasciò un Paese marchiato a fuoco e un trauma americano, che diede vita a straordinari film contro la guerra come „Apocalypse Now“ di Francis Ford Coppola, „Full Metal Jacket“ di Stanley Kubrick o „Platoon“ di Oliver Stone. E quando Oliver Stone, verso la fine del suo film, fa dire al soldato ferito Chris Taylor: „Non abbiamo combattuto contro il nemico, abbiamo combattuto contro noi stessi, il nemico era dentro di noi“, descrive la guerra per ciò che in fondo è: l’assenza di amore dentro di noi.

Non è la pace il vero contrario della guerra, bensì l'amore. E chi riempie il mondo d'amore agisce davvero da pacifista.

„You’d think that people would’ve had enough of silly love songs.
But I look around me and I see it isn’t so.
Some people want to fill the world with silly love songs.
And what’s wrong with that?
I’d like to know
’Cause here I go again.“

Un musicista che già molto presto si mobilitò con azioni di protesta e canzoni contro la guerra del Vietnam fu John Lennon. Già nel 1969 uscì in questo contesto la sua canzone „Give peace a chance“, e due anni dopo, nel 1971, Lennon pubblicò „Imagine“, la sua idea messa in musica di un mondo apparentemente perfetto senza religione, proprietà e confini nazionali. Ancora oggi „Imagine“ e il desiderio in essa proclamato di „Nothing to kill or die for“ è considerato l’inno per eccellenza del movimento pacifista.

Con il suo impegno per la pace John Lennon divenne rapidamente il beniamino della critica musicale e per favore e prestigio si collocava nettamente al di sopra di Paul McCartney, un tempo suo geniale partner nei Beatles. Dopo che nel 1970 la band di maggior successo di tutti i tempi annunciò il proprio scioglimento, nella percezione pubblica gli anni fino al 1975 appartennero chiaramente a John Lennon, che si affermò come influente attivista per la pace. Paul McCartney invece appariva agli occhi del mondo musicale simpatico, ma scialbo e insignificante. Mentre Lennon in „Imagine“ sognava malinconicamente la fratellanza di tutti gli uomini, McCartney componeva allegre canzoni d’amore che celebravano la vita.

Così nel 1973 scrisse per sua moglie Linda „My Love“, che richiama „The long and winding road“ e che finora è stata nobilitata da oltre 130 versioni di cover. Nella primavera del 1975 uscì „Listen to what the man said“, una canzone briosa e positiva sulla forza dell’amore, che negli Stati Uniti vendette sì oltre un milione di copie, ma lasciò i critici piuttosto perplessi. Il rimprovero rivolto a McCartney era sempre lo stesso: come si può, proprio in tempi politicamente delicati, sfornare sciocche canzoni d’amore? E nemmeno John Lennon si tratteneva certo dalle critiche. Già nel 1971 pubblicò la canzone „How do you sleep“ e vi definì la musica di McCartney „muzak“, musica da grande magazzino o da ascensore.

I love you, I love you, I love you, I love you.

Verso la fine di quell’anno politicamente delicato, il 1975, a Paul McCartney dev’essere saltata la mosca al naso di fronte alle impertinenze che dovette sentirsi dire da critici e da John Lennon, e durante un soggiorno alle Hawaii scrisse una delle sue canzoni di maggior successo dell’era post-Beatles: „Silly Love Songs“. Dopo la sua pubblicazione nel 1976 la canzone rimase per cinque settimane consecutive in vetta alle US-Billboard Charts e vi fu registrata come il singolo di maggior successo dell’anno.

Dal punto di vista musicale „Silly Love Songs“ è senza dubbio un capolavoro. All’ascolto semplice e piacevole, in realtà complessa, melodica e con una miscela di raffinatezza musicale e qualità mainstream caratteristica di Paul McCartney. La canzone è concepita in modo leggero e allegro e, probabilmente come concessione allo spirito del tempo – in fondo a metà degli anni Settanta dominavano le classifiche il disco-beat e i Bee Gees – è persino piuttosto ballabile. A tal fine McCartney inserì una linea di basso dominante e suonata in modo unico, mise in primo piano la batteria e sostenne la melodia con fiati e archi ricchi di groove. „Silly Love Songs“ è completata sul piano musicale da diverse voci cantate in contrappunto, il che conferisce alla canzone morbidezza e dolcezza.

„I can’t explain, the feeling’s plain to me
Now can’t you see?
Ah, she gave me more, she gave it all to me
Now can’t you see?
What’s wrong with that?
I need to know
’Cause here I go again.“

Già la prima strofa di „Silly Love Songs“ esprime questo messaggio: You’d think that people would’ve had enough of silly love songs. But I look around me and I see it isn’t so. „Potresti credere che la gente ne abbia abbastanza di sciocche canzoni d’amore. Ma quando mi guardo intorno, vedo che non è così.“ E in un altro passaggio: Some people wanna fill the world with silly love songs, ovvero: „Alcune persone vogliono riempire il mondo di sciocche canzoni d’amore“, per poi porre, alla fine della canzone, la domanda che per McCartney è sicuramente retorica: „What’s wrong with that?“ „Che cosa c’è di sbagliato in questo?“

Naturalmente non c’è nulla di sbagliato. Nemmeno in tempi politicamente esplosivi. Proprio allora meno che mai, verrebbe da aggiungere. Valeva nel 1975. E vale oggi, 50 anni dopo, più che mai.

I love you, I love you.

„Love doesn’t come in a minute,
Sometimes it doesn’t come at all.
I only know that when I’m in it,
It isn’t silly, love isn’t silly,
Love isn’t silly at all.“

E così „Silly Love Songs“ è almeno tanto una nota di pace quanto „Imagine“ e „Give peace a chance“ di Lennon, anche se il messaggio di pace di McCartney, rispetto alle opere di Lennon, si presenta più sommesso e discreto.

„Silly Love Songs“ non denuncia nulla, non rivendica nulla, non si mostra in superficie intellettuale né moraleggiante fino all’eccesso.

L’amore per il partner di vita, per la famiglia, per gli amici e per tutte le persone che ci vengono incontro pacificamente e a braccia aperte. E anche l’amore per le persone che non lo fanno. Il messaggio di McCartney in „Silly Love Songs“ non viene portato nel mondo tanto dal testo, quanto soprattutto dalla musica.

Chi ascolta „Silly Love Songs“ e conosce il sentimento dell’amore verrà ricordato di questo immenso dono, che va custodito e protetto. A chi ascolta „Silly Love Songs“ e non ha ancora ricevuto questo dono, questa canzone sarà promessa di ciò che potrà ancora venire. La guerra non ha posto in queste emozioni, è corpo estraneo, predone e nemico al tempo stesso. Chi ama e sente l’amore non fa guerre. Può essere così semplice. Per questo McCartney non ha bisogno di molte parole. Non chiede di dare una possibilità alla pace. Lascia parlare la musica, che ti scalda come una coperta in una accogliente sera d’inverno e lascia intuire quanto sarebbe freddo senza amore, senza l’onnipotente antagonista della guerra.

„How can I tell you about my loved one?
How can I tell you about my loved one?
(I love you) How can I tell you about my loved one?
(I love you) How can I tell you about my loved one?

I love you, I love you
I love you (I can’t explain, the feeling’s plain to me, say, can’t you see?)
I love you (ah, he gave me more, he gave it all to me, say, can’t you see?)
I love you (I can’t explain, the feeling’s plain to me, say, can’t you see?)
(How can I tell you about my loved one?)
I love you (ah, he gave me more, he gave it all to me, say, can’t you see?)
(How can I tell you about my loved one?)
I love you (I can’t explain, the feeling’s plain to me, say, can’t you see?)
(How can I tell you about my loved one?)
I love you (ah, he gave me more, he gave it all to me, say, can’t you see?)
(How can I tell you about my loved one?)“

Secondo Statista, nel 2023 la spesa militare mondiale ammontava complessivamente a circa 2,4 trilioni di dollari USA. Il numero complessivo di guerre, guerre civili e conflitti tra Stati è aumentato notevolmente dal 1946. Mentre nel 1946 si registravano soltanto 11 guerre e conflitti, nel 2023 erano in tutto 59. E oggi, 50 anni dopo la fine della guerra del Vietnam, lo scontro militare in Ucraina minaccia di trasformarsi in un Armageddon europeo perché, così sembra, politici che venerano le armi e media che soffiano sul fuoco hanno tratto ancora una volta gli insegnamenti sbagliati dal passato. La nostra libertà si difende a Kiew, commentò Matthias Döpfner, presidente del consiglio di amministrazione della Axel Springer SE, nel febbraio 2022 sul quotidiano BILD. È spaventoso che questa frase, già così spesso abusata e menzognera, possa ancora essere pronunciata senza incontrare un’ampia resistenza sociale diffusa.

Ma „Silly Love Songs“ di McCartney, a differenza di „Imagine“ e „Give peace a chance“, evoca almeno il sentimento più potente, quello con cui il nemico dentro di noi diventa l’amico dentro di noi e la pace diventa un fine esistenziale in sé: l’amore. Se John Lennon riteneva di poter rinunciare completamente alla parola „amore“ nei testi di „Imagine“ e „Give peace a chance“ — cosa che, proprio in „Imagine“, sorprende come pittura sonora di un mondo perfetto —, McCartney in „Silly Love Songs“ ci mette in mano, nel senso di Schiller, l’incantesimo che rende il mondo migliore, e ci lascia sprofondare in una melodia altrettanto incantevole.

!What’s wrong with that?” Niente. Proprio qui e oggi sarebbe auspicabile che moltissime persone potessero di nuovo aprirsi a questo strano sentimento chiamato „amore“, che crea la pace dentro di noi e quindi anche ovunque altrove. E così il dito medio che Paul McCartney, nell’anno politicamente incandescente 1975, tese con „Silly Love Songs“ ai suoi critici e al suo amico John Lennon è in verità un eterno segno di pace.

Original

„You’d think that people would’ve had enough of silly love songs
But look around me and I see it isn’t so, oh no
Some people want to fill the world with silly love songs
And what’s wrong with that?“

Übersetzung

„Penseresti che la gente ne avesse abbastanza di sciocche canzoni d’amore
Ma guardati intorno e vedo che non è così, oh no
C’è chi vuole riempire il mondo di sciocche canzoni d’amore
E cosa c’è di male in questo?“

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Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/das-gegenteil-von-krieg

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La canzone in originale