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Il mondo in febbre
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Il mondo in febbre

Il singolo dei Karat “Der blaue Planet”, dell’epoca della Guerra Fredda, è oggi di nuovo spaventosamente attuale.

Il leggendario singolo “Der blaue Planet” e l’omonimo album della fortunata band della DDR Karat uscirono il 20 marzo 1982 – l’album fu pubblicato in entrambi gli Stati tedeschi. Nello stesso anno fallirono i negoziati di Ginevra sul disarmo tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica per la riduzione dei missili a medio raggio. Sotto Ronald Reagan, le spese militari statunitensi, prima ridotte, salirono a livelli record e lo stazionamento di nuovi missili sul suolo della Germania Ovest si fece più vicino.

Le proteste del movimento per la pace si trovavano nella fase di massimo consenso, perché secondo i sondaggi la maggioranza delle persone nella Repubblica Federale Tedesca era contraria allo stazionamento.

Pubblicato
24. settembre 2022
Tempo di lettura
circa 10 min
Canzone
Der blaue Planet
Interprete
Karat
Album
Der blaue Planet, 1982

Il 22 novembre 1983 il Bundestag approvò lo stazionamento di nuovi missili a medio raggio statunitensi nella Germania Ovest. Diverse centinaia di migliaia di persone, tra cui soldati della Bundeswehr in uniforme, protestarono il 22 ottobre 1983 sul prato dell’Hofgarten di Bonn contro la doppia decisione della NATO. I Verdi, che allora erano ancora per il disarmo, ottennero un afflusso enorme, entrarono nel Bundestag nel marzo 1983 e si affermarono come nuova forza politica a livello federale e dei Länder. Qualche anno dopo, come partito di governo, i Verdi avviarono i primi impieghi militari tedeschi dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Il 6 e il 9 agosto 2022 ricorse il 77° anniversario degli sganciamenti delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. La mattina del 6 agosto 1945 i bombardieri statunitensi fecero detonare una bomba atomica sulla città di Hiroshima – presumibilmente per costringere il paese alla resa nella Seconda guerra mondiale. 78.000 persone morirono sul colpo, altre 122.000 morirono per le conseguenze dell’esplosione. Tre giorni dopo la seconda bomba distrusse la città di Nagasaki e uccise 70.000 persone. Ancora oggi gli abitanti di allora e i loro discendenti muoiono di cancro come conseguenza a lungo termine delle radiazioni. Secondo uno studio, il 9 per cento dei tumori comparsi tra i sopravvissuti dal 1950 al 1990 fu una conseguenza dello sgancio. Anche la morte e i danni a lungo termine tra i neonati si protrassero per decenni.

Fino a oggi nessun presidente statunitense si è scusato con i giapponesi per gli sganciamenti delle bombe atomiche.

Il più grande pericolo reale concepibile in materia di terrorismo nucleare è finora venuto dagli USA. Da decenni hanno compiuto, in misura senza precedenti, attacchi nucleari, vietati e convenzionali contro obiettivi civili, hanno provocato devastazioni irreparabili con i test atomici nel Pacifico e messo in scena pretesti di guerra come nessun altro paese prima.

Tra il 1946 e il 1958 gli USA fecero esplodere 66 ordigni nucleari sulle Isole Marshall, l’equivalente di 1,6 Hiroshima ogni singolo giorno – per dodici anni. Bikini oggi è morta, mutata e contaminata dalle radiazioni. Le palme crescono secondo uno strano schema. Nulla si muove. Non ci sono uccelli. Le lapidi del vecchio cimitero sono radioattive.

L’amministrazione Obama fece costruire ancora più armi nucleari, altre testate atomiche, altri sistemi di lancio nucleari, ancora più impianti nucleari. La spesa per le sole testate nucleari salì sotto Barack Obama più che sotto qualsiasi altro presidente. I costi ammontarono, in 30 anni, a più di mille miliardi di dollari.

Con l’approvazione del Bundestag, dal 2020 vengono modernizzate le bombe B61-4 e messe gradualmente in servizio entro il 2025. Entro il 2020 doveva essere completata la prima delle B61-12; quattro anni dopo la produzione doveva essere conclusa e le vecchie bombe sostituite – sia negli USA, sia in Europa, sia nel paesino tedesco dell’Eifel, Büchel, nella cui base aerea sono tuttora immagazzinate fino a 20 bombe atomiche statunitensi del tipo B61.

Quando Stati che in realtà non possiedono armi nucleari proprie esercitano l’impiego di queste armi sul proprio territorio nell’ambito della prassi NATO della condivisione nucleare, si configura una violazione degli articoli 1 e 2 del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari. Nel Trattato due-più-quattro la Germania riunificata aveva ribadito di voler rinunciare alla produzione e al possesso di armi nucleari.

Articolo I

Ciascuno Stato militarmente nucleare che sia Parte del Trattato si impegna a non trasferire ad alcun destinatario armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, o il controllo su tali armi o congegni, né direttamente né indirettamente, e a non assistere, incoraggiare o spingere in alcun modo uno Stato non militarmente nucleare a produrre o altrimenti acquisire armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, o il controllo su tali armi o congegni.

Articolo II

Ciascuno Stato non militarmente nucleare che sia Parte del Trattato si impegna a non ricevere da chicchessia il trasferimento di armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, o del controllo su tali armi o congegni, né direttamente né indirettamente; a non produrre né altrimenti acquisire armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi; e a non chiedere né ricevere alcuna assistenza per la produzione di armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi.


A metà giugno 2017, al contrario, il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel ribadì lo stazionamento di armi nucleari in Germania, nonché una deterrenza nucleare equilibrata nei confronti della Russia. Onestamente, disse, non si poteva allora sostenere un divieto delle armi nucleari.

Nel contratto di coalizione del marzo 2018 per il gabinetto Merkel IV, in continuità con questa linea politica, si legge:

“Ci impegniamo con determinazione per il disarmo verificabile a livello mondiale di tutte le armi di distruzione di massa (…) Finché le armi nucleari svolgono un ruolo come strumento di deterrenza nel Concetto strategico della NATO, la Germania ha interesse a partecipare alle discussioni strategiche e ai processi di pianificazione.”

Non ancora propriamente in carica, la ministra degli Esteri verde Annalena Baerbock riassunse le sue ambizioni militariste in un’intervista con la taz:

“Proprio questa questione delle armi nucleari rende chiaro che in futuro condurremo di nuovo una politica estera tedesca attiva, che affronta i dilemmi della politica globale. Onoriamo la nostra responsabilità nell’ambito della NATO e della UE, e anche la condivisione nucleare.”

E aggiunse:

“In prospettiva, però, renderemo il mondo più sicuro solo se arriveremo a una riduzione delle armi nucleari. Per questo, come futuro governo, vogliamo sostenere i negoziati sul disarmo tra USA e Russia e accompagnare in modo costruttivo i contenuti del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari in qualità di osservatori.”

Lo “status di osservatore” della Germania vanifica naturalmente l’altisonante annuncio della Baerbock, perché nessuna potenza nucleare ha ratificato questo trattato, e nemmeno la Germania della “condivisione nucleare”. Perché i firmatari si impegnano non solo a non sviluppare né accettare armi nucleari, ma anche a non stazionarle sul proprio territorio, a non minacciarne l’uso né tanto meno a usarle. Nel contratto di coalizione del semaforo del novembre 2021 si legge perciò che, in qualità di osservatore alla conferenza degli Stati parte del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, si accompagnerà in modo costruttivo l’intento del trattato. La Baerbock ribadisce la richiesta del semaforo di acquisire nuovi aerei da combattimento a capacità nucleare:

“Dobbiamo acquisire il sistema che succederà al Tornado, perché le capacità convenzionali devono essere sostituite. Non si tratta quindi soltanto dei cosiddetti bombardieri nucleari. Sulla questione della certificazione nucleare dovremo poi continuare a parlare.”

Nell’ambito del programma di riarmo da 100 miliardi di euro per la condivisione nucleare, la Germania acquista ora negli USA le più moderne armi di lancio nucleari disponibili, i bombardieri stealth F-35. Sia gli USA sia la Germania violano il Trattato di non proliferazione nel momento in cui i piloti dello Squadrone da caccia 33 di Büchel prendono in consegna le armi nucleari statunitensi lì stazionate. Agli USA, secondo il Trattato di non proliferazione, è vietato consegnare armi nucleari a uno Stato non nucleare, e alla Germania, in quanto Stato non nucleare, è vietato accettarle.

Questo apocalittico viaggio nel tempo mostra che oggi siamo più lontani dalla pace e dal disarmo di 40 anni fa e che il “Blaue Planet” è più che mai in pericolo.

I Verdi – nati un tempo come partito pacifista – si rivelano sempre più una forza bellicista e distruttiva, che riconduce la Germania a irresponsabili conflitti armati.

Dalle esperienze annientatrici del Terzo Reich, i padri fondatori vollero fare della Repubblica Federale Tedesca uno Stato di diritto che coesistesse pacificamente con gli altri paesi. Dal suolo tedesco non doveva mai più partire una guerra.

Il peso maggiore dell’ultima campagna di annientamento tedesca lo portarono i popoli dell’Unione Sovietica. Circa 13 milioni di soldati persero la vita sul fronte sovietico. Di oltre cinque milioni di prigionieri di guerra sovietici in totale, tre milioni morirono in prigionia tedesca entro la fine della guerra. A ciò si aggiungono più di due milioni di ebrei sovietici assassinati e da sei a dieci milioni di altri civili. La cifra di 27.000.000 di morti di guerra sovietici è documentata in documenti storici. Un ordine di grandezza immenso e una colpa gigantesca.

Il valore complessivo delle singole autorizzazioni concesse dal governo federale nel periodo dal 1° gennaio 2022 al 1° agosto 2022 per l’esportazione di materiale bellico a sostegno dell’Ucraina ammonta a 661.226.068 euro.

Nessun dio ci aiuta a preservare il nostro mondo …

Original

„Tanzt unsere Welt mit sich selbst schon im Fieber?
Liegt unser Glück nur im Spiel der Neutronen?
Wird dieser Kuss und das Wort, das ich dir gestern gab
Schon das Letzte sein?
Wird nur noch Staub und Gestein ausgebrannt alle Zeit
Auf der Erde sein?
Uns hilft kein Gott, unsere Welt zu erhalten

Fliegt morgen früh um halb drei nur ein Fluch und ein Schrei
Durch die Finsternis?
Muss dieser Kuss und das Wort, was ich dir gestern gab
Schon das Letzte sein?
Soll unser Kind, das die Welt noch nicht kennt
Alle Zeit ungeboren sein?
Uns hilft kein Gott unsere Welt zu erhalten“

Übersetzung

„Il nostro mondo danza già con se stesso nella febbre?
La nostra felicità sta solo nel gioco dei neutroni?
Questo bacio e la parola che ieri ti ho dato
saranno già gli ultimi?
Resteranno solo polvere e roccia, arsi per sempre,
sulla Terra?
Nessun dio ci aiuta a preservare il nostro mondo

Domani all’alba, alle due e mezza, voleranno solo una maledizione e un grido
nelle tenebre?
Questo bacio e la parola che ieri ti ho dato
devono essere già gli ultimi?
Il nostro bambino, che ancora non conosce il mondo,
dovrà restare per sempre non nato?
Nessun dio ci aiuta a preservare il nostro mondo“

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Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/die-welt-im-fieber

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