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Il suono del silenzio
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Il suono del silenzio

Con la nuova versione di una canzone di Simon & Garfunkel, la band Disturbed ricorda l'importanza di una cultura del dialogo per la pace.

Il Premio Nobel per la Pace 2015 è andato al quartetto tunisino per il dialogo nazionale e per i suoi sforzi, dopo la caduta del dittatore tunisino, di guidare il paese verso la democrazia. Il premio non era inteso solo come riconoscimento dei meriti per la pace, in un’epoca in cui il paese era in pericolo su tutti i fronti. Voleva essere anche un omaggio a tutti coloro che in tutto il mondo lavorano a una cultura del dialogo, e uno stimolo a servirsi del dialogo per gli sforzi di pace ovunque nel mondo.

Ma cosa ha a che fare il dialogo con il Sound of Silence, il suono del silenzio? „Sound of Silence“ fu pubblicata per la prima volta nel 1964 da Paul Simon e Art Garfunkel. Il Rolling Stone la include nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi. L’epico effetto da pelle d’oca della versione cover del 2015 della band metal Disturbed, con la straordinaria voce di David Draiman – celebrata tanto quanto criticata per la ricerca dell’effetto – attirò l’attenzione internazionale e vendite milionarie.

Pubblicato
24. giugno 2023
Tempo di lettura
circa 4 min
Canzone
The Sound of Silence
Interprete
Disturbed

Già i primi versi della canzone, Hello darkness, my old friend. I’ve come to talk with you again, illustrano l’idea del principio dialogico di Martin Buber. Il cantante saluta l’oscurità come una vecchia amica, pronto a intrattenere una conversazione profonda. Non si tratta di una semplice interazione, ma del tentativo di costruire un legame autentico con l’„oscurità“, interpellata come una persona metaforica.

Qui non si tratta, come spesso avviene nelle discussioni, di vincere o di accumulare punti per sé. Il dialogo vuole invece andare oltre i confini della diversità, di quegli ambiti che per noi giacciono nell’oscurità, e mettersi in cammino – a beneficio di tutti – fuori dalla prigione del già pensato verso la libertà del pensare insieme.

Il testo della canzone presenta un confronto critico con la comunicazione moderna: People talking without speaking. People hearing without listening.

La canzone „Sound of Silence“ solleva interrogativi sul perché le persone rimangano nel silenzio e non levino la loro voce. Questo silenzio ci si presenta anche nel dialogo: è il silenzio tra le parole pronunciate, la vera qualità del dialogo, quando ci si abbandona al momento del sentire. Ma proprio in questo istante di sosta, di apertura, in cui si lotta per comprendere, si leva l’impulso alla vera conversazione, quello che tutto trasforma, che conduce dall’atteggiamento di chi sa a quello di chi impara. Affrontare se stessi, nei momenti del silenzio, i propri pregiudizi e le proprie paure è parte integrante del dialogo.

Nel testo della canzone nessuno è disposto a interrompere il suono del tacere e del non ascoltare. L’avvertimento: Sciocchi, questo silenzio prolifera come un cancro, cade come silenziose gocce di pioggia. Le persone continuano a inchinarsi davanti al loro dio del consumo e della tecnica, che esse stesse hanno creato, e le parole dei loro profeti, la pubblicità e gli slogan insignificanti, sono scritte sui muri della metropolitana e sussurrate nel suono del silenzio.

Sembra paradossale che una canzone che si schiera manifestamente contro una società dei consumi, così dipendente da tecnologie e media, sia in fin dei conti una delle canzoni più cliccate e reinterpretate in assoluto. Nonostante l’onnipresenza virale, molti non ne comprendono il messaggio, poiché la canzone viene spesso ridotta ai primi versi del testo. Eppure già questi pochi versi bastano a suscitare una forte reazione emotiva. Così si potrebbe intendere „Sound of Silence“ anche come un monumento vivente della cultura popolare.

Sia „Sound of Silence“ sia le concezioni filosofiche di Martin Buber e David Bohm sottolineano la forza trasformatrice del dialogo per la pace. Entrando nel dialogo, ci apriamo allo scambio di idee e prospettive. Ma il dialogo è anche un’impresa radicale, sovversiva. Dissolve vecchie certezze e non ne crea subito di nuove. Si tratta così di sviluppare comprensione, empatia e rispetto reciproco. Siamo incoraggiati a gettare ponti sulle nostre differenze e a cercare valori comuni. Attraverso il dialogo possiamo trasformare il suono del silenzio in una melodia di pace, sul cammino verso l’armonia in un mondo lacerato.

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Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/der-klang-der-stille

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La canzone in originale

Al video su YouTube youtu.be/u9Dg-g7t2l4