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La catastrofe nucleare
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La catastrofe nucleare

„Eiszeit" di Peter Maffay trasforma in musica la paura della catastrofe nucleare e ricorda le centinaia di migliaia di persone che scesero in piazza contro la follia del riarmo.

Nel 2011 Peter Maffay eseguì con la sua band 2001 una versione dal vivo ampliata e più lunga del brano „Eiszeit“. Prima di iniziare a cantare, l’artista si esprime su quel periodo di riarmo nella vecchia Repubblica di Bonn, quando „centinaia di migliaia di persone scesero in piazza per manifestare contro questa follia“.

Ma cosa dice Maffay oggi? Con tono critico chiede a Boris Pistorius, in un post su Facebook, se presto dovremo „aspettarci l’annuncio della mobilitazione“.

Pubblicato
31. luglio 2026
Tempo di lettura
circa 6 min
Canzone
Eiszeit
Interprete
Peter Maffay
Album
Ich will leben, 1982

Eravamo lì, in una casa non ancora finita, a Tutzing, sul lago di Starnberg, due musicisti sotto il tetto in una piccola stanza – e scrivevamo qualche canzone. In quel periodo di riarmo e disarmo, quando centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza per manifestare contro questa follia, abbiamo cercato di esprimere in una canzone quel sentimento, la nostra paura. E la canzone che ne è venuta fuori si chiama: Eiszeit.

Mentre nel febbraio 2001, durante un concerto dal vivo ad Amburgo, Peter Maffay pronuncia queste parole ai suoi fan con voce calma e narrante, la band esegue già l’inizio di uno dei brani più celebri di Maffay. Tastiere e sintetizzatori creano un tappeto sonoro dal riverbero delicato, si odono accordi lunghi e sospesi, morbidi suoni di chitarra giungono all’orecchio, sonorità tranquille e cristalline riempiono la sala, una batteria discreta si prepara, un basso profondo risuona con cautela. Si apre lo spazio per lo sguardo malinconico rivolto a un tempo di grande pericolo, ma anche di coraggio umano e di senso di responsabilità democratica; lentamente Maffay e la sua band costruiscono la tensione. Il suono degli strumenti si fa più rapido e, dopo un’introduzione di oltre due minuti, Maffay comincia a cantare:

„Berge spucken Lava aus in den silberklaren Mond
Aschenregen fällt auf uns, die Erde hat Milliarden Volt
Und aus den Quellen schießt Glut so hoch bis zum Saturn

Atlantis kommt jetzt hoch
Doch wo bleibt der Mensch der sich daran freut?“

E il ritornello inizia con piena intensità:

„Eiszeit, Eiszeit
Wenn die Meere untergehen und die Erde bricht“

Con un linguaggio fortemente evocativo e dal tratto artistico Maffay descrive la catastrofe nucleare.

Il periodo a cui Maffay alludeva con le sue parole prima dell’inizio del brano raggiunse il suo apice quando, nell’Hofgarten di Bonn, tra le 300.000 e le 500.000 persone manifestarono per la pace, contro la politica del riarmo e lo stazionamento dei missili Pershing 2.

Con voce roca e rock Maffay continua a cantare:

„Kontinente rasen dann in Sekunden auf sich zu
Wer sieht noch den letzten Blitz dann vor dieser Explosion?
Die Wolken sind so rot und wo einst die Wüste war
Gähnt nur ein schwarzes Loch
Und der letzte Mensch bittet um den Tod

Eiszeit, Eiszeit
Wenn die Meere untergehen und die Erde bricht

Dann hat kein Sprengkopf mehr irgendwo ein letztes Ziel
Bleibt dies nur Utopie? Rotes Telefon
Wenn du versagst

Eiszeit, Eiszeit
Wenn die Meere untergehen
Und die Erde bricht (wenn die Erde bricht)“

Alle immagini apocalittiche e all’estraniazione artistica segue il riferimento inequivocabile alla responsabilità politica: „Rotes Telefon, wenn Du versagst“.

Maffay, con la sua esperta band, sa sfruttare appieno in questo brano l’energia del live, il pubblico „partecipa“, si crea una dinamica propria. Nel corso delle strofe l’intensità degli strumenti cresce e poi arriva il culmine, un assolo di chitarra, di uno dei probabilmente migliori chitarristi tedeschi: Frank Dietz.

Con tanto sentimento e ancor più maestria e arte, il bluesman attacca un assolo di chitarra che durerà oltre due minuti e che i fan considerano „epico“ o „divino“.

Ciò che Dietz offre in questo passaggio non è soltanto un assolo di chitarra. Con il suo strumento racconta letteralmente la storia della canzone, tira le corde, fa parlare le note e trasmette sul piano emotivo tristezza, disperazione, rabbia, ma anche la resistenza. Alla minaccia emotiva segue, dal minuto 5:50, l’esplosione – affiancata dalla band – della sua esibizione costruita lentamente. Con stupore e reverenza la band osserva la performance di Dietz, mentre il pubblico intona un applauso speciale. L’assolo di chitarra di Dietz è diventato quella sera probabilmente uno dei più emozionanti della storia del rock tedesco.

La canzone – e in particolare questa versione – è un’opera d’arte che ha il suo posto stabile nella lunga serie dei brani del movimento per la pace.

L’inimmaginabile, la distruzione del pianeta e, di conseguenza, anche dell’umanità, era allora una minaccia concreta. In un’epoca in cui le grandi potenze si riarmavano continuamente e costruivano un gigantesco arsenale nucleare, la spada di Damocle della guerra atomica pendeva sull’umanità.

Ciò che in Germania sarebbe accaduto in caso di conflitto lo testimonia la simulazione di una guerra nucleare tra la NATO e l’Unione Sovietica, tenuta ancora nel 1989 e di cui aveva riferito lo Spiegel.

Della Germania non sarebbe rimasto più nulla.

Maffay, a differenza di molti altri artisti che allora avevano preso la parola, ancora oggi si esprime in modo critico. In un post su Facebook del settembre 2025 l’artista scrive rivolgendosi al ministro della Difesa Boris Pistorius:

„„Wir leben nicht mehr im Frieden“

Nach „Deutschland muss kriegstüchtig werden“ jetzt die nächste verbale Eskalation. Wann, Herr Pistorius, Herr Merz, müssen wir mit der Bekanntmachung der „Mobilmachung“ rechnen? Sind Sie sich eigentlich im Klaren, welches Öl Sie da ins Feuer gießen? Ist den „starken Mann“ zu geben die einzige Option, die Ihnen einfällt angesichts der sich rasant verschärfenden Konfrontation mit Russland? Bekämpfen Sie und Ihre Kollegen die Ursachen, nicht die Symptome der Problematik, und hören Sie endlich auf mit dieser euphorischen Kriegsrhetorik und der damit verbundenen Propaganda. Verteidigungsfähig angesichts der seit drei Jahren stattfindenden, sich immer mehr ausweitenden Auseinandersetzung zwischen der Ukraine und Russland: ja. Unabhängigkeit von den USA – in diesem Zusammenhang – ja, und konzertiertes europäisches Vorgehen ebenfalls.

Aber mit Verstand und Übersicht (…).“

E in effetti: la politica di confronto tra la NATO e la Russia si fa sempre più minacciosa. Da tempo si è ormai diffusa l’impressione che basti una scintilla per far scoppiare una guerra guerreggiata, o, per dirla con le parole di Maffay: Dann spucken Berge Lava aus.

Di fronte a questa situazione, dal punto di vista musicale s’impone una domanda: quando arriverà un nuovo „Eiszeit-Song“?

Ascolta & Guarda

La canzone in originale