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La piccola canzone di una ragazza
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La piccola canzone di una ragazza

Un classico russo critica la guerra additando la bellezza e l'amore che vanno perduti a causa di essa.

Ora tornano a sbocciare i fiori di melo. La loro rigogliosa bellezza in primavera appare come un simbolo della vita affettiva dei giovani innamorati. Fioriscono anche in Russia, e nel 1938 un poeta russo li usò come spunto per una canzone molto nota e amata: Katjuscha. Chi non la riconoscesse subito, conoscerà comunque la melodia triste e insieme briosa. Sappiamo che poco dopo quell’anno le truppe tedesche invasero la Russia. Come ogni guerra, anche questa separò molte coppie di innamorati. Dalla prospettiva di una ragazza lasciata sola, la canzone affronta ― in apparenza ingenuamente e proprio per questo profondamente toccante ― l’amore, il bello che è andato perduto, la trepida speranza di rivedere l’amato che dovette partire per la guerra.

Pubblicato
6. maggio 2023
Tempo di lettura
circa 2 min
Canzone
Katjuscha
Album
1938

Ci sono canzoni che affrontano gli orrori della guerra, l’ingiustizia per cui a partire per la guerra non sono mai gli uomini che, come decisori, sono responsabili di quella sofferenza. Ci sono canzoni che descrivono la morte di figli, di padri e il dolore delle madri. E c’è: Katjuscha.

La canzone parla d’amore, della bellezza della natura. Della nostalgia che si prova quando una persona amata è irraggiungibile. Una giovane ragazza, meli in fiore, una lettera d’amore. Eppure, attraverso le parole, si avverte che non è affatto una canzone d’amore. Per me non lo è mai stata.

I miei ricordi di questa canzone e della sua melodia risalgono lontano, alla mia infanzia. La canzone non parla di guerra, di sofferenza. Non affronta la morte e il dolore ― al contrario: trasmette, in un modo che appare persino ingenuo, il dolore che provano le persone che si amano quando sono separate. Forse è stata proprio questa ingenuità a toccarmi così tanto. Come sarebbe semplice vivere in pace, se le persone che si amano non dovessero separarsi.

Katjuscha, in mezzo a un paesaggio in fiore, legge una lettera del suo amato, canta del suo amore che custodisce nel cuore. Il suo canto è una risposta alle righe che lui le manda da lontano.

La canzone russa nacque nel 1938, poco prima che scoppiasse la Seconda guerra mondiale e le truppe tedesche invadessero l’Unione Sovietica. Chissà se Katjuscha ha mai rivisto la persona che amava.

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Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/das-kleine-lied-eines-madchens

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