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Le note poetiche
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Le note poetiche

Accanto alle note di protesta e alle note di pace, in questo tempo serve anche una nuova rubrica per la lirica della resistenza.

Ci sono voci ribelli che si sono levate alte nelle crisi degli ultimi anni — isteria virale, propaganda bellica e politiche di impoverimento. E c’è una scena culturale. Purtroppo, però, questi due mondi si incontrano solo di rado. La letteratura e la poesia appaiono senza mordente, limitandosi per lo più agli ambiti dell’estetico, spesso persino dell’insignificante. Dall’altro lato, al giornalismo di resistenza manca spesso la forza e la bellezza del linguaggio, la capacità di con-densare poeticamente un tema. Il silenzio, difficile da comprendere, degli artisti è stato una delle grandi delusioni degli anni del Covid.

Jens Fischer Rodrian e Alexa Rodrian vi si sono ribellati con le loro canzoni e i loro testi, oltre che con il progetto „Protestnoten“. Fischer Rodrian, insieme a Marcus Klöckner, ha inoltre dato vita alla serie di articoli „Friedensnoten“, raccomandazioni di canzoni pacifiste per la mente e per l’anima. Ora si aggiungono le note poetiche, poesie e testi di canzoni che mostrano come l’impegno politico e la qualità letteraria non debbano necessariamente escludersi a vicenda.

La parola poetica infrange le abitudini di pensiero e di espressione e si ribella, per la sua sola esistenza, alle formule vuote e alle frasi di propaganda. Non si rivolge soltanto alle „teste pensanti“, ma anche all’anima e alle emozioni, cioè a tutto ciò che, nell’era del transumanesimo, ci rende umani. Le ali della poesia conferiscono a un pensiero sull’attualità una profondità maggiore e allargano lo sguardo, così che i nessi più ampi diventino riconoscibili.

Pubblicato
19. gennaio 2023
Tempo di lettura
circa 5 min
Interprete
Ajeet Kaur

Molto è stato scritto in questi ultimi tre anni. In fondo si scrive sempre molto. Ma in qualche modo sembra che l’offerta di testi, saggi, commenti e trattati scientifici sia diventata più ampia. Forse sono soltanto io ad aver percepito più voci, perché mi sono imbattuto in molte nuove fonti. Non è stato facile confrontarsi pubblicamente su tutto ciò che veniva scritto, poiché, agli occhi di più di un interlocutore, ci si macchiava già di una colpa per contatto se ci si richiamava a un articolo che non proveniva dallo spettro dei media tradizionali.

Sono nate molte nuove piattaforme, si sono aggiunti nuovi autori e nuove autrici. Anche persone che di solito sono di casa in tutt’altri settori professionali hanno preso in mano la penna e si sono espresse. Sono stati creati nuovi forum in cui ci si confronta con serietà e preoccupazione con l’attualità e ci si adopera per fare chiarezza. Eppure la maggior parte di chi opera nella cultura è rimasta, sorprendentemente, in silenzio. Molte cose sono in fermento – nella vita privata, in quella professionale, in politica ancor di più. La società è divisa. In fondo un boccone ghiotto per poeti, cantautori e band critiche. Ma proprio ora che anche nell’„Occidente dei valori“ le cose vanno seriamente a fuoco, quando la democrazia e lo stato di diritto sono in pericolo, quando la censura è in agguato su ogni canale possibile, ci avvolge il grande silenzio di coloro che altrimenti avrebbero messo il dito nella piaga. Proprio ora ci si aspetterebbe che gli artisti insorgano, che si indignino

Con le note poetiche vogliamo dare la parola proprio a quegli artisti che non hanno taciuto. Si tratta in primo luogo di contenuti di resistenza, critici, ma non solo – anche i dissidenti poetici scrivono di speranza, amore e di un futuro migliore.

Che le democrazie occidentali poggino su fondamenta molto fragili lo abbiamo dovuto sperimentare dolorosamente negli ultimi tre anni. La libertà di opinione non è più una cosa scontata, e nemmeno la libertà di stampa. Quasi nessuno incarna la limitazione della libera informazione come Julian Assange. Da anni è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Inghilterra, perché se l’è presa con le persone sbagliate e ha reso pubblici crimini di guerra. È in isolamento ed è stato strappato alla vita. I suoi figli crescono senza il loro padre.

Due volte l’anno organizziamo a Berlino un concerto di solidarietà e mettiamo gli incassi a disposizione di sua moglie, Stella Assange, che rappresenta legalmente il marito. Il nostro ringraziamento va a tutti gli artisti che rinunciano al loro cachet e mantengono così vivo il progetto.

Assange! (Jens Fischer Rodrian)

Original

„Was haben wir getan?
Was haben wir unterlassen?
Wann wird Schweigen zur Qual?
Wann haben wir keine andere Wahl?

Was treibt die Menschen an?
Was lässt sie verstummen?
Wann gehören wir zu den Guten?
Und wann zu den Dummen?

Wann verschließen wir die Augen
Wann wollen wir nichts mehr hören?
Wann werden wir laut?
Wann wollen wir niemanden stören?

Er hat alles riskiert
Eine Weltmacht blamiert
Doch die Vasallen sind geschmiert
Schaut wie der Rest von uns reagiert – SHAME ON US!

Wann mischen wir uns ein?
Wann sagen wir – es reicht!
Ist unser Mitgefühl nur Schein?
Ist Gleichgültigkeit so leicht?

Wann stehen Menschen auf ?
Wann bleiben sie liegen?
Wann nimmt das Leben seinen Lauf?
Wann wird Gerechtigkeit siegen?

Wann blutet unser Herz?
Wann spüren wir seinen Schmerz?
Lassen wir uns erpressen?
Haben wir wieder vergessen?

Er hat alles riskiert
Eine Weltmacht blamiert
Doch die Vasallen sind geschmiert
Schaut wie der Rest von uns reagiert – SHAME ON US!

Deniz Yücel kriegt Applaus
Assange fällt aus dem Leben raus
Er hat sich mit den Falschen angelegt

Wird vom Verdrängen weg gefegt

Sie zelebrieren Ihre Macht

Und ziehen in Ihre nächste Schlacht
Wird es die Letzte sein?

Es liegt an uns – allein“

Übersetzung

„Che cosa abbiamo fatto?
Che cosa abbiamo tralasciato?
Quando il tacere diventa tormento?
Quando non abbiamo altra scelta?

Cosa spinge gli uomini?
Cosa li fa ammutolire?
Quando siamo tra i buoni?
E quando tra gli sciocchi?

Quando chiudiamo gli occhi
Quando non vogliamo più sentire?
Quando alziamo la voce?
Quando non vogliamo disturbare nessuno?

Ha rischiato tutto
Ha messo in imbarazzo una potenza mondiale
Ma i vassalli sono comprati
Guardate come reagisce il resto di noi – SHAME ON US!

Quando ci mettiamo in gioco?
Quando diciamo – basta!
La nostra compassione è solo apparenza?
L’indifferenza è così facile?

Quando gli uomini si alzano?
Quando restano a terra?
Quando la vita segue il suo corso?
Quando vincerà la giustizia?

Quando sanguina il nostro cuore?
Quando sentiamo il suo dolore?
Ci lasciamo ricattare?
Abbiamo di nuovo dimenticato?

Ha rischiato tutto
Ha messo in imbarazzo una potenza mondiale
Ma i vassalli sono comprati
Guardate come reagisce il resto di noi – SHAME ON US!

Deniz Yücel riceve applausi
Assange cade fuori dalla vita
Se l’è presa con le persone sbagliate

Viene spazzato via dalla rimozione

Loro celebrano il loro potere

E vanno nella loro prossima battaglia
Sarà l’ultima?

Dipende da noi – soltanto“

Ascolta & Guarda

Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/die-poesienoten