Friedensnoten
IT
Pace, per ordine
All’indice

Pace, per ordine

Il cantautore Yann Song King lo mette in chiaro: l'unica cosa che in tutto il futuro dovrebbe davvero “restare ferma” sono le armi.

Un cinese che si è perso in Sassonia? O forse semplicemente un tizio che si chiama Jan e si propone con sicurezza come “Song King”, il re delle canzoni? Yann Song King continua a offrire qualche enigma.

Ma chi ha visto una delle molte esibizioni dell’artista a manifestazioni ed eventi per la pace lo sa: qui si ricevono anche canzoni musicalmente ben fatte sui temi che oggi davvero ci stanno a cuore. Temi che più di un veterano del Deutschrock preferisce evitare per paura dei venti contrari dei media. Naturalmente anche l’incitamento alla guerra è giunto alle orecchie del King — e a quel punto ha dovuto opporsi. La sua proposta: battere il militare con le sue stesse armi.

Pubblicato
29. marzo 2025
Tempo di lettura
circa 7 min
Canzone
Alle Waffen still gestanden
Interprete
Yann Song King
Album
Vergessen? Nö!, 2023

Ricordo bene il Festival della Pace di Monaco il 1° settembre 2024 a Monaco. Tra gli altri si esibì il cantautore-poeta Yann Song King, che avevo già visto a Berlino ai margini di una manifestazione contro le misure anti-Covid, e cantò la sua canzone „Versprechen“.

Ecco il testo, dall’aria quasi magica, spiritoso e serio insieme: [1]

Original

„In einem Land, das glaub ich jeder kennt,
regierte mal ein leicht dementer Präsident.
Etwas morsch und löchrig war sein Geist,
sodass er manchmal etwas durcheinander schmeißt.
Bei einer Militärparade kam
es zu ’nem folgenschweren Versprecher dann.
Am Teleprompter war die Schrift zu klein,
und der Präsident fing, an einen Befehl zu schrei’n,
den die Soldaten noch nicht kannten:

Alle Waffen stillgestanden!

Daraufhin fragt ihn ein Journalist,<
ob und wann diesem Befehl zu folgen ist.
Die Welt schaut zu, was jetzt geschieht,
als er aus seiner Tasche einen Zettel zieht.
Man ist gespannt auf’s Präsidentenwort,
und auf dem kleinen Zettel steht:
‚unverzüglich und sofort‘.
Die Telegrafendrähte brannten:

Alle Waffen stillgestanden!

Die Menschen hören auf der ganzen Welt,
dass nunmehr der Befehl zum Waffenstillstand gilt.
Die Diener und Vasallen mussten nun
dem Befehl des Herren schnell Genüge tun.
Die Leute sahen schon nach Tagesfrist,
dass durch den kleinen Fehler jetzt der Frieden ausgebrochen ist,
wie ihn die Menschen gar nicht kannten:

Alle Waffen stillgestanden!

Ja, ihr sagt, das wär nur Spinnerei
und dass so ein Versprecher kein Versprechen sei.
Doch vielleicht sollte man mal probier’n,
ob unsre Herrscher besser auf Befehlston reagier’n.
Fest entschlossen schreien Milliarden Kehlen,
dass sie den totalen Frieden auf der Welt befehlen
– jedem Kommandanten:

Alle Waffen stillgestanden!““

Übersetzung

„In un paese che credo tutti conoscano,
regnava un tempo un presidente un po’ demente.
Un po’ tarlata e piena di buchi era la sua mente,
tanto che a volte confondeva le cose.
A una parata militare avvenne
allora un lapsus dalle gravi conseguenze.
Sul teleprompter la scritta era troppo piccola,
e il presidente cominciò a gridare un ordine
che i soldati ancora non conoscevano:

Tutte le armi, attenti!

Allora un giornalista gli chiede
se e quando quest’ordine vada eseguito.
Il mondo guarda ciò che ora accade,
quando dalla tasca lui tira fuori un foglietto.
Si attende con ansia la parola del presidente,
e sul piccolo foglietto c’è scritto:
‚immediatamente e subito‘.
I fili del telegrafo bruciavano:

Tutte le armi, attenti!

Le persone in tutto il mondo sentono
che ora vale l’ordine del cessate il fuoco.
I servi e i vassalli dovevano ora
dare pronto compimento all’ordine del signore.
Già dopo un giorno la gente vide
che per quel piccolo errore era scoppiata la pace,
come gli uomini non l’avevano mai conosciuta:

Tutte le armi, attenti!

Sì, direte, sarebbe solo una fantasticheria
e che un simile lapsus non è una promessa.
Eppure forse si dovrebbe provare
se i nostri sovrani reagiscano meglio al tono di comando.
Fermamente decisi gridano miliardi di gole
che ordinano la pace totale nel mondo
– a ogni comandante:

Tutte le armi, attenti!““

Una elezione statunitense del novembre 2024 più tardi, il cantautore visionario della Sassonia otterrà forse davvero ragione, almeno riguardo alla guerra in Ucraina. Erano e sono alcuni poeti ancora una volta in anticipo sul loro tempo? Non solo loro hanno chiesto negli ultimi tre anni un immediato cessate il fuoco in Ucraina – in molti l’hanno fatto [2]. Ora forse arriva a portata di mano. Ma non porterà mica a serie trattative di pace? Quando ormai oggi la pace la si deve quasi temere …

Trattative di pace riuscite e una pace che poi subentri tra Russia e Ucraina aumentano la probabilità di evitare un possibile scontro militare aperto tra la NATO e la Russia o tra Stati europei e la Russia. Che qualcuno a “Berlino” lo capisca e voglia anche ammetterlo?

Come segno di buona volontà si dovrebbero immediatamente sospendere – come segnale a Mosca e al mondo – tutti i nuovi piani di riarmo del marzo 2025. Non solo la loro discussione nel nuovo Bundestag, in una realistica rivalutazione della situazione di pericolo per il nostro paese, dovrà dare spazio a tutte le voci che indicano alternative. Ci sono abbastanza voci, ci sono abbastanza alternative. La netta esagerazione di una minaccia russa può essere ritirata.

L'atteggiamento finora tenuto dal governo federale dovrebbe, anzi deve assolutamente essere adeguato alla nuova situazione, in modo che una politica di pace tedesca autonoma diventi sviluppabile e poi visibile.

Tenendo conto della probabile instabilità del governo federale ancora da formare, le riflessioni che seguono si rivolgono anche a un possibile governo di transizione o a un governo di responsabilità nazionale sotto la guida e la partecipazione di personalità integre e capaci di pace con comprovata competenza tecnica per i dicasteri di cui sono responsabili.

Lo sviluppo di una posizione tedesca autonoma è concepibile. Stiamo vivendo in questo momento quanto in fretta il vento possa cambiare, anche se da tutte le parti si deve sospettare un calcolo strategico interessato. Pensieri favorevoli alla pace potrebbero da noi guadagnare ancora terreno, per esempio la possibilità:

  • di una dichiarazione di neutralità di principio del governo tedesco a nome del popolo tedesco, salvaguardando la disponibilità all’aiuto nelle questioni umanitarie,
  • della trasformazione dell’adesione alla NATO in un’adesione per ora sospesa, con l’opzione di una liquidazione ordinata o di una trasformazione della NATO a tempo debito,
  • di una sospensione dell’“Operationsplan Deutschland” con il ripristino delle regole precedentemente valide per il caso di difesa,
  • di un orientamento strategico della Bundeswehr come esercito puramente difensivo nelle condizioni di una guerra mutata, “moderna”, anche come proposta agli attuali partner della NATO per un rispettivo adeguamento della propria strategia,
  • di un accordo con gli USA sulla fine della loro presenza militare in Germania, con riferimento alle date possibilità di autodifesa,
  • di un’iniziativa diplomatica autonoma per l’instaurazione di una pace mondiale duratura, per esempio mediante un patto di non aggressione valido a livello mondiale, avviato eventualmente da un adempimento unilaterale,
  • dell’accoglienza e affermazione visibile di tutte le posizioni favorevoli alla pace della Cina, della Russia, degli USA e di altri paesi come Brasile, Ungheria e India,
  • di una richiesta alla Russia, agli USA, alla Francia e alla Gran Bretagna di garanzie vincolanti sulla rinuncia all’impiego di armi atomiche nel mondo, in Europa e contro la Germania come primo passo, poi di un loro smantellamento completo,
  • della sospensione di tutte le sanzioni contro la Russia, poi della loro completa abrogazione,
  • della ripresa della fornitura diretta di vettori energetici dalla Russia,
  • della pianificazione e dell’avvio di una conversione esemplare delle industrie militari nazionali?

Assisteremo a fino a che punto i responsabili attuali e futuri coglieranno con decisione queste e le ulteriori possibilità che ancora si svilupperanno, sorte soprattutto grazie alla mutata politica estera degli USA riguardo alle relazioni con la Russia – forse modificate anche con la Cina. Probabilmente perderanno anche questa occasione, o forse no? Cosa accadrà allora? Ci lasceremo imporre la politica di riarmo che mette in pericolo e rovina noi stessi, di fronte all’evidente possibilità e necessità di una politica di distensione?

Cogliamo il favore del momento per un rinnovamento del nostro paese a partire da un ampio operare per una pace duratura, qui da noi, in Europa e nel mondo intero! In questo non possiamo né vogliamo affatto affidarci a chi agisce sul piano politico; l’operare efficace per la pace ha molte sfaccettature. Le cause più profonde delle reali crisi indotte sul nostro pianeta vanno tuttora indagate ed eliminate. Per questo, com’è noto, serve più di trattative di pace che pongano fine alla reciproca minaccia militare. Ma esse sarebbero e sono, dopo un cessate il fuoco rispettato, un passo sulla via verso un imprescindibile ordine di pace mondiale, che può nascere solo dal superamento della crisi spirituale dell’umanità!

Alle Waffen still gestanden – Yann Song King – Demo für Frieden in Weissenfels am 25.09.2024 Teil 1

Fonti e note:

Fußnoten

  1. Testo della canzone di Yann Song King, https://www.yannsongking.de/ ↩
  2. Tra gli altri anche io in un testo del 15 febbraio 2023, https://www.manova.news/artikel/die-letzte-chance-3. ↩

Ascolta & Guarda

Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/frieden-befohlen

La canzone in originale