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Questa è la pace
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Questa è la pace

Di fronte alla crudeltà apparentemente incessante del mondo, per le persone empatiche è molto difficile restare pacifiche — eppure il pacifismo non ha alternativa. Backstage

Oggi la pace bisogna quasi cercarla con la lente d’ingrandimento. E ancor di più le persone che la portano dentro di sé. Una rabbia irrefrenabile si accumula, di fronte agli innumerevoli crimini contro l’umanità. Restare comunque pacifici, non scivolare a propria volta nella spirale della vendetta, è di questi tempi una vera prodezza in fatto di autocontrollo.

In questo contributo per la Friedensnote l’autrice lotta con i propri sentimenti ambivalenti – per poi, alla fine, nonostante tutto, decidere per la pace. Alexa Rodrian oppone alla crudeltà concentrata del mondo un „Nonostante tutto“. Nonostante tutto, per la pace! La sua poesia l’ha composta nel contesto della prossima grande manifestazione per la pace a Berlino. Questa si terrà il 9 maggio 2025, alla Viktoria-Louise-Platz a partire dalle 16.30, per l’ennesima volta sotto il motto #FRIEDLICHZUSAMMEN. In vista dell’evento ai partecipanti è stato chiesto di registrare qualche parola sulla pace come videomessaggio, per pubblicarla sui social media come invito alla manifestazione. Esattamente questo ha fatto Alexa Rodrian con la Friedensnote che segue.

Pubblicato
7. maggio 2025
Tempo di lettura
circa 6 min
Canzone
Mein Frieden
Interprete
Alexa Rodrian
Album
2025

Me ne stavo seduta lì da tempo e pensavo tra me e me: che cosa si può ancora dire sulla pace che non sia già stato detto o scritto migliaia di volte prima? La mia cara collega Sabine Winterfeld me l’ha mostrato di recente nella sua impressionante serata letteraria di chanson „Selig sind die Friedfertigen“ e me l’ha reso ancora una volta chiaro: nulla resta non ancora detto.

Così parlò e cantò, in maniera intensa e sapiente, accanto a testi propri critici e commoventi, quelli di Emmy Ball Hennigs, Else Laske Schüler, Hermann Hesse ed Erich Mühsam.

Parole che, se mai fossero state comprese, non avrebbero mai dovuto condurre all’odierno bellicismo della nostra plebaglia d’élite politica e dei suoi vassalli: vere parole di pace e di libertà di persone che sapevano di che cosa parlavano.

La storia si ripete, e così pensando potremmo anche lasciar perdere questa faccenda delle parole di pace, dato che l’esperienza ci ha insegnato che tanto non servono a niente e non impediscono niente. Ma grazie a Dio non siamo tutti totalmente immemori della storia!

Il pressante „Mai più“ di mia madre, per esempio, pronunciato dal profondo del cuore, l’ho sempre recepito con la più intima commozione e l’ho integrato nella mia vita come un mantra.

Di questo mia madre si è vergognata per tutta la vita. La cosa arrivò al punto che voleva rinnegare la sua/nostra identità tedesca, raccontando storie fantasiose, tramandate da una delle sue zie, su un viandante armeno che sarebbe stato il nostro capostipite e bisnonno; così si spiegava il nostro „non essere tedeschi“, come ripeteva di continuo, e la nostra pelle e i nostri occhi scuri.

Sono cresciuta per così dire nella convinzione di avere sangue armeno, e forse si spiega anche così il mio impegno molto precoce per la pace, contro il razzismo e in particolare contro i genocidi. Mia madre mi ha aperto gli occhi su questo Paese di carnefici e spettatori, e allo stesso tempo, senza saperlo, mi ha rispecchiato quanto anche lei, da bambina innocente – nata nel 1933 – sia diventata vittima.

Così sento di continuo il suo trauma dentro di me, ed è per questo che sono e voglio restare pacifista, e questo nel senso più autentico della parola:

Voglio fare, operare e agire per la pace, „pax facere“, insieme a coloro che non si lasciano dividere, non si lasciano strumentalizzare, coloro che sanno come si fa la pace.

A #FRIEDLICHZUSAMMEN ce ne sono alcuni di costoro, e molte belle parole sono già state pubblicate. C’è un bellissimo e lirico brano di spoken word di Cem-Ali Gültekin, Jens Fischer Rodrian parla e presenta la sua splendida nuova canzone di pace „Frieden“; Tina Maria Aigner spiega come la pace dentro di sé si rifletta sugli altri, e Sandra Seelig ci richiama l’attenzione, tra le altre cose, sulla pace nella natura.

E poi ci sono le parole impressionanti di Oliver Elias, che di recente ha reso pubblico per la prima volta su TikTok di essere il cugino di secondo grado di Anne Frank.

Non conosco ancora personalmente Oliver Elias, ma pronunciarsi come ebreo tedesco, in questo Paese, con orrore contro l’uccisione a Gaza e rendere chiaro che criticare il governo israeliano non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo – e tutto questo nonostante la sua biografia e il trauma della sua famiglia – merita ai miei occhi il più alto rispetto!

Infine, per onestà, devo aggiungere ancora qualcosa, perché

  • quando vedo le immagini dalla Palestina di bambini, donne e uomini assassinati e sfigurati,
  • quando ogni giorno sento che 1,8 milioni di persone vengono affamate e qui senza dubbio ha luogo un genocidio orribile e intenzionale,
  • quando ieri, per l’ennesima volta, attivisti per i diritti umani, questa volta sulla nave umanitaria Conscience, ormeggiata presso Malta, sono stati attaccati con droni da Israele,
  • quando da mesi medici, infermiere, giornalisti e molti altri vengono impediti di aiutare e di riferire, e vengono persino uccisi in gran numero,
  • quando tutto questo avviene impunemente e apertamente sotto gli occhi della comunità internazionale,

allora divento ambivalente con il mio pacifismo. Allora ribolle dentro di me, la mia rabbia diventa sempre più grande, la mia disperazione sempre più profonda – allora sono smarrita e ammetto di chiedermi se „pacifico“ possa essere ancora qui la soluzione giusta.

Ora comincia il mio jihad, il mio confronto interiore, e „il mio dovere etico e religioso all’autocontrollo“ è duramente messo alla prova.

La mia pace:

Original

„Ein Kind zärtlich in den Armen wiegen
das ist Frieden

Streiten und sich trotzdem lieben
das ist Frieden

Lusttrunken auf der Brust des Lovers liegen
das ist Frieden

Freiheit, Ausgeglichenheit und Schwesterlichkeit
das ist Frieden

Wohlwollen, Verständnis, ohne zu verstehen, mit Empathie durchs Leben gehen
das ist Frieden.

Loslassen, was einst geschah
Verzeihen, ohne gänzlich zu vergeben
auch so kann man im Frieden leben.

Lachen laut und manchmal ohne Sinn
für den Frieden immer ein Gewinn

Und auch die Wut ist für den Frieden gut
denn besser laut gesprochen
als sein Gegenüber wutlos totgeschossen.

Den Hass, den gilt es wirklich zu vermeiden, denn er hält fest,
wenn du ihn pflegst, dann wird er bleiben und dich und andere in Kriege treiben.

Nein, denn für Frieden sind wir hier
für den sind wir geblieben und stehen friedlich miteinander gegen’s Kriegen.“

Übersetzung

„Cullare teneramente un bambino tra le braccia
questa è la pace

Litigare e amarsi comunque
questa è la pace

Giacere ebbri di piacere sul petto dell’amante
questa è la pace

Libertà, equilibrio e sorellanza
questa è la pace

Benevolenza, comprensione, senza capire, attraversare la vita con empatia
questa è la pace.

Lasciar andare ciò che un tempo accadde
Perdonare, senza condonare del tutto
anche così si può vivere in pace.

Ridere forte e a volte senza senso
per la pace sempre un guadagno

E anche la rabbia è buona per la pace
perché meglio detta ad alta voce
che uccidere a fucilate l’altro, muti di rabbia.

L’odio, quello sì bisogna davvero evitarlo, perché s’aggrappa,
se lo coltivi, allora resterà e trascinerà te e gli altri nelle guerre.

No, perché per la pace siamo qui
per lei siamo rimasti e stiamo pacificamente insieme contro il guerreggiare.“

Ascolta & Guarda

Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/das-ist-frieden