
Senza di me
La canzone „Draft Resister" della band Steppenwolf racconta di un obiettore di coscienza americano al quale, nella sua ricerca di avventura, si è messa di mezzo la coscienza.
Ci vuole parecchia ingenuità e cecità per considerare la guerra un’avventura e non un turismo omicida o un „tradimento dell’umanità”, come recita questa canzone. Purtroppo la storia insegna che la stupidità non figura nella lista delle specie minacciate. Ma una consapevolezza tardiva è pur sempre meglio di nessuna e talvolta rafforza — forse perché contiene pentimento — persino l’impegno contro la guerra. „Draft Resister”, del 1969, fa parte di un album altamente politico che annota senza mezzi termini come il sogno americano sia costruito sulla violenza e sullo sfruttamento.
Nella poesia in prosa The People, Yes di Carl Sandburg, del 1936, un uomo spiega a una bambina che cosa sono i soldati.
What are soldiers?
They are for war. They fight and each tries to kill as many of the other side as he can.
La bambina riflette, poi dice:
Sometime they’ll give a war and nobody will come.
Decenni più tardi la frase, leggermente variata, è diventata uno dei più celebri slogan spontanei del movimento pacifista: Immagina che ci sia la guerra e nessuno ci vada.
Monster, il quarto e interamente politico album degli Steppenwolf, uscì nel novembre del 1969, quando negli Stati Uniti l’ondata di protesta contro la guerra del Vietnam raggiunse il culmine. Poco prima, in ottobre, Washington era stata teatro di una manifestazione oceanica con circa due milioni di persone, il Moratorium to End the War in Vietnam. Draft Resister, il secondo brano di questo album piacevolmente ruvido, anche se musicalmente piuttosto poco spettacolare, racconta la storia di un obiettore di coscienza durante la guerra del Vietnam. Un promemoria: chi si sottraeva al servizio militare rischiava l’emarginazione da parte della sedicente parte perbene della società americana e dure pene da parte del governo statunitense innamorato della guerra.
Esempio emblematico fu il pugile del secolo Muhammad Ali, che tese il dito medio verbale al centro di reclutamento con questa splendida frase:
Original
„My conscience won’t let me go shoot my brother, or some darker people, or some poor hungry people in the mud for big powerful America. And shoot them for what? They never called me nigger, they never lynched me, they didn’t put no dogs on me, they didn’t rob me of my nationality, rape and kill my mother and father. (…) Shoot them for what? How can I shoot them poor people? Just take me to jail.“
Übersetzung
„La mia coscienza non mi permette di andare a sparare a mio fratello, o a gente dalla pelle più scura, o a povera gente affamata nel fango per la grande e potente America. E sparargli per che cosa? Non mi hanno mai chiamato negro, non mi hanno mai linciato, non mi hanno aizzato contro i cani, non mi hanno privato della mia nazionalità, non hanno violentato e ucciso mia madre e mio padre. (…) Sparargli per che cosa? Come posso sparare a quella povera gente? Mettetemi pure in prigione.“
Ma non si arrivò a tanto. Muhammad Ali fu sì condannato, ma restò libero su cauzione. Fra tutti i titoli mondiali che Ali conquistò, quello fu di gran lunga il suo miglior incontro.
Il suono del trattenuto e cupo Draft Resister degli Steppenwolf risulta a tratti quasi jazzato, come osservò un critico, e ricorda un po’ Riders on the Storm dei Doors e, verso la fine, anche la parte strumentale del rilassato On the Beach di Chris Rea. Il testo della canzone riassume l’evoluzione di un obiettore di coscienza che dapprima partecipò, perché considerava la guerra un’avventura e voleva dimostrare di essere un uomo, finché vollero spezzare la sua volontà, ma la sua coscienza mandò all’aria i loro piani:
But they tried to crush his spirit / ‘Til his conscience ruined their plans.
Ciò evoca forti associazioni con il romanzo Im Westen nichts Neues di Erich Maria Remarque, il cui nuovo adattamento cinematografico avrebbe dovuto essere proiettato nel Bundestag. L’avventuriero vietnamita degli Steppenwolf non diventa soltanto un profugo di guerra, ma un deciso oppositore della guerra che vuole scuotere le persone:
Original
„Here’s to all the draft resisters
Who will fight for sanity
When they march them off to prison
In this land of liberty.“
Übersetzung
„Un brindisi a tutti gli obiettori di leva
che combatteranno per la ragione
quando li faranno marciare verso la prigione
in questo paese della libertà.“
Al di là di tutti i successi percepiti del movimento contro la guerra del Vietnam – il numero degli obiettori arrivò a sommarsi a oltre 200.000, al che il presidente statunitense Jimmy Carter decise nel 1977 un’amnistia generale, anche se non perché desse loro ragione a posteriori, ma perché il numero enorme di procedimenti avrebbe messo in ginocchio la giustizia – l’ultima strofa della canzone si rivolge a una minoranza umiliata dallo Stato e dai media:
Original
„Shame, disgrace and all dishonor
Wrongly placed upon their heads
Will not rob them of the courage
Which betrays the innocent.“
Übersetzung
„Vergogna, disonore e ogni infamia
riversati a torto sul loro capo
non toglieranno loro il coraggio
dal quale si riconosce l’innocente.“
Prendere posizione non è mai vano. E chiunque si rifiuti rende la guerra più difficile.
