
Siamo tutti Doğru!
Dal destino di alcuni giornalisti «sanzionati» dall'UE sono minacciati tutti coloro che non vogliono lasciarsi vietare di nuotare mentalmente contro corrente. Backstage
A chi l’establishment odia viene fatto un processo iniquo. A chi odia molto — per esempio perché invita all’intesa con russi o palestinesi — non concede più nemmeno quello. Senza dibattimento processuale viene, sotto la voce «sanzioni», praticamente espatriato nel proprio Paese. L’autore Jens Fischer Rodrian aveva sperato di non doversi più occupare artisticamente di temi così opprimenti dopo la liberazione di Julian Assange. Ma questa speranza si è rivelata vana. L’inclinazione fascistoide dell’Europa dell’UE resta un grembo fecondo. I giornalisti Hüseyin Doğru, Jacques Baud, Thomas Röper e Alina Lipp lo hanno sperimentato sulla propria pelle e sono stati esposti, da parte delle istanze dirigenti del «mondo libero», a vessazioni che ne distruggono l’esistenza. Quando l’orizzonte politico si oscura drasticamente, molti si rifugiano nella vita privata o cadono nella paralisi. Non così Jens Fischer Rodrian. In casi simili lui scrive una canzone e organizza un sampler musicale. Qui presenta la sua nuova opera «Bist du Doğru?». Vi canta: «Rinchiudono le persone fuori — Rinchiudono le persone dentro. Ricomincia già di nuovo — Chi sarà il prossimo?»
A causa del fatto che la libertà di stampa e di opinione vengono ulteriormente limitate dall’UE e dalla Germania, ho rianimato la canzone ASSANGE! con un nuovo testo e un nuovo video. Avevo sperato di non dover più suonare la canzone dopo la liberazione di Julian Assange. Purtroppo la situazione attuale costringe me e noi a riprendere il tema.
Da giorni il mio team ed io lavoriamo alla canzone e al video. C’è fretta! Non volevamo più aspettare e volevamo pubblicare «Bist Du Doğru?» il più rapidamente possibile, proprio ora che è stata lanciata questa indicibile e mendace campagna pubblicitaria dell’UE, in cui si proclama quanto siano importanti la libertà di stampa e di opinione. Tutte parole di circostanza! Hüseyin Doğru non si è reso colpevole di nulla. Esattamente come Jacques Baud, Thomas Röper o Alina Lipp, che si trovano anch’essi sulla lista delle sanzioni dell’UE. Tutti loro hanno riferito in modo libero e indipendente, contraddicendo sì la narrazione governativa, ma soprattutto rendendo possibile un’altra visione della situazione in Palestina e della guerra in Ucraina.
Questo diverso punto di vista coincide con i resoconti di altri giornalisti e, nel caso della Palestina, anche con la valutazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite (ONU), Francesca Albanese, alla quale nel frattempo sono stati congelati i conti negli USA. L’offensiva di emarginazione dell’UE avviene senza provvedimento giudiziario. Hüseyin Doğru e Jacques Baud, che è trattenuto a Bruxelles, devono ora dimostrare la propria innocenza, il che è una chiara inversione dell’onere della prova!
L'obiettivo è evidente: le voci critiche devono essere ridotte al silenzio. I mezzi diventano sempre più subdoli, l'arbitrio è in piena stagione.
Anche il quarto album «Protestnoten», che uscirà nell’ottobre 2026, riprende questo tema.
Anche i curatori del nuovo libro DEUTSCHLAND NEUTRAL! si solidarizzano con i giornalisti e autori sanzionati dall’UE Jacques Baud, Thomas Röper, Alina Lipp, Hüseyin Doğru e tutti gli altri.
Per me è importante ricordare sempre di nuovo che gli artisti dovrebbero sempre avere un ruolo quando si tratta della lotta contro il guerrafondaismo.
Ecco un estratto dal mio contributo «Deutschland neutral? Aber mit Haltung!»
Ricordiamoci del movimento contro la guerra del Vietnam negli USA. La critica, soprattutto da parte di artisti come Joan Baez, all’agire imperialistico degli USA e l’empatia per l’immenso dolore della popolazione civile vietnamita si trasmisero al movimento studentesco tedesco. Woodstock! Fino a oggi ci restano impresse le immagini dei partecipanti al festival che danzano nel fango. L’apertura del festival con ‚Freedom‘ di Richie Havens è leggendaria. La versione di Jimi Hendrix dell’inno nazionale americano, deformata dal dolore, divenne un monito senza tempo contro la guerra. ‚Love and Peace‘ era il motto! Già allora valeva: demilitarizzazione, basta con le campagne imperiali e le pretese egemoniche americane. Ed è esattamente ciò che vale ancora oggi. Tanto più importante che facciamo finalmente causa comune. La preoccupazione per il futuro dei nostri figli ha il potenziale di saldarci tutti insieme al di là dei confini.
I responsabili negli USA sono consapevoli dell’incombente perdita del ‚dominio esclusivo‘. I Paesi BRICS li incalzano da vicino. Essi hanno già ora, misurato alla parità di potere d’acquisto, un prodotto interno lordo più alto del G7. La Turchia, pur sempre partner della NATO, vuole diventare membro dei BRICS – nuove alleanze internazionali diventano una minaccia reale per l’economia americana. Durante una seduta delle Nazioni Unite l’ambasciatore americano all’ONU Mike Waltz mise inequivocabilmente in chiaro che l’America non poteva permettere che nemici degli USA avessero il controllo delle maggiori risorse energetiche. L’articolo 2 comma 4 (divieto dell’uso della forza) della Carta dell’ONU, al più tardi ora, dopo l’aggressione al Venezuela, ufficialmente non vale più. Torna a contare il diritto del più forte. Ma anche prima l’articolo 2 era praticamente già stato messo fuori vigore. Solo negli ultimi 30 anni gli USA hanno condotto ben oltre 200 operazioni militari internazionali.
Se noi, la popolazione civile, vogliamo opporre qualcosa a tutto questo, non possiamo fare a meno di ricordare gli approcci intelligenti dei tempi passati. Una Germania neutrale potrebbe essere un tassello importante. Diplomazia invece di esportazioni di armi – semplicissimo. Tutto il resto ci ha da un lato coinvolti in innumerevoli conflitti bellici e dall’altro gravemente danneggiato l’amicizia con la Russia.
L’arte può svolgere un ruolo centrale in questo processo. Tino Eisbrenner mostra da oltre 30 anni come possa funzionare l’intesa tra i popoli sul piano culturale. Canta per la pace in concerti e manifestazioni, si esibisce regolarmente a Mosca, coltiva contatti e parla con le persone. Invece di condannarlo per il fatto che presumibilmente farebbe propaganda per Putin, gli si dovrebbe essere grati per il fatto che getta ponti e viene celebrato in Russia come un ambasciatore di una convivenza pacifica.
‚Germania neutrale‘ non deve significare non mostrare alcuna posizione. Proprio ora che si deve sopportare la solidarietà incondizionata con lo Stato di Israele ripetuta ossessivamente in un ciclo continuo, è più importante che mai parlare un linguaggio chiaro e definire la situazione in Israele per ciò che è – una pulizia etnica della Palestina pianificata da decenni, un genocidio della popolazione indigena.
Ma anche qui bisogna percorrere ogni via diplomatica, per quanto senza speranza possa sembrare un colloquio. ‚Meglio trattare invano per 100 ore che sparare per un minuto‘ (Helmut Schmidt).
Tutto il resto ci disumanizza fino a renderci irriconoscibili. La pace in Europa è possibile solo con la Russia. La pace in Medio Oriente è possibile solo con una Palestina liberata e un Israele in cui tutte le persone siano uguali davanti alla legge. Tutto ciò è possibile solo con le parole, mai con le armi.
Oggi cittadini europei come Hüseyin Doğru, Nathalie Yamb o Jacques Baud sono colpiti da sanzioni dell’UE che sottraggono loro i mezzi di sostentamento, e tutto questo senza processo giudiziario.
Negli USA non è diverso. Il governo Trump fa rinchiudere il titolare di green card Mahmoud Khalil perché si impegna per una Palestina libera. Su entrambe le sponde dell’Atlantico regnano censura e arbitrio. L’Occidente tradisce tutti i valori che da decenni cerca di esportare in altri Paesi. Il Sud globale scuote la testa – la Germania è diventata una barzelletta. È tempo di ricominciare da capo!
Bist Du Doğru?
Original
„Und wieder ist er da – Des Staates langer Arm
Schweigen wird zur Qual – Wir haben keine andere Wahl
Sie sperren Menschen aus – Sie sperren Menschen ein
Fängt schon wieder an – Wer wird der nächste sein?
Willkür ist en vogue – Mit Angst befeuern sie ihr Spiel
Ihre Fratze offenbart – Vom Bürger halten sie nicht viel
Er hat alles riskiert
Deutschland hat sich blamiert
Der Vasall ist geschmiert
Schaut, wie der BPK-Zampano reagiert
Bist Du Doğru? Bist Du Jacques Baud?
Doch sie haben sich geirrt – Sie haben uns unterschätzt
Menschen wachen auf – Die Meute hat zu lang gehetzt?
Viele stehen auf – Sie bleiben nicht mehr liegen
Die Frage ist nur wann – Wann wird Gerechtigkeit siegen?
Wir haben keine Eile – Wir haben sehr viel Zeit
Wir behalten Euch im Auge – Wir sind zu allem bereit
Sie haben alles riskiert
Deutschland hat sich blamiert
Der Vasall ist geschmiert
Schaut, wie der BPK-Zampano reagiert
Bist Du Doğru?
Deniz Yücel kriegt Applaus
Doğru, Röper schalten sie aus
Sie wollen die Wahrheit nicht hören
Sie könnte beim Verdrängen stören
Die EU zelebriert ihre Macht
Sie ziehen in ihre nächste Schlacht
Wird es die letzte sein?
Es liegt an uns allein!
Bist Du Doğru? Bist Du Jacques Baud?
Bist Du Röper? Bist Du Lipp?“
Übersetzung
„Ed eccolo di nuovo – Il lungo braccio dello Stato
Il silenzio diventa tormento – Non abbiamo altra scelta
Rinchiudono le persone fuori – Rinchiudono le persone dentro
Ricomincia già di nuovo – Chi sarà il prossimo?
L’arbitrio è en vogue – Con la paura alimentano il loro gioco
Il loro ghigno si rivela – Del cittadino non gliene importa nulla
Ha rischiato tutto
La Germania si è resa ridicola
Il vassallo è unto
Guardate come reagisce lo Zampanò della BPK
Sei tu Doğru? Sei tu Jacques Baud?
Eppure si sono sbagliati – Ci hanno sottovalutati
Le persone si risvegliano – La muta ha aizzato troppo a lungo?
In molti si alzano – Non restano più a terra
La domanda è solo quando – Quando vincerà la giustizia?
Non abbiamo fretta – Abbiamo moltissimo tempo
Vi teniamo d’occhio – Siamo pronti a tutto
Hanno rischiato tutto
La Germania si è resa ridicola
Il vassallo è unto
Guardate come reagisce lo Zampanò della BPK
Sei tu Doğru?
Deniz Yücel riceve applausi
Doğru, Röper li mettono a tacere
Non vogliono udire la verità
Potrebbe disturbare la rimozione
L’UE celebra il suo potere
Muovono verso la loro prossima battaglia
Sarà l’ultima?
Dipende soltanto da noi!
Sei tu Doğru? Sei tu Jacques Baud?
Sei tu Röper? Sei tu Lipp?“
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