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Verità scomode
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Verità scomode

Con la sua canzone „What’s So Funny ’Bout Peace, Love and Understanding“ Nick Lowe poneva domande semplici eppure difficili da rispondere.

La strada verso la verità passa spesso per domande semplici, ma scomode. Sono forse formulate in modo elementare, ma trovare una risposta è spesso arduo. Ciò richiede di uscire dalla propria zona di comfort e di confrontarsi con la propria ombra. Il cantautore inglese Nick Lowe pose proprio domande di questo tipo sotto l’impressione del movimento hippie in dissoluzione all’inizio degli anni Settanta. Nella sua canzone Lowe chiede che cosa ci sia di tanto buffo nella pace, nell’amore e nella comprensione. È proprio nella semplicità di queste domande, che fanno a meno di ogni dissertazione intellettuale, che risiede la forza di questa canzone.

Pubblicato
5. novembre 2022
Tempo di lettura
circa 5 min
Canzone
(What's So Funny 'Bout) Peace, Love and Understanding
Interprete
Nick Lowe

Il mio stimato collega di Radio München, Michael Sailer, ha di recente espresso di nuovo qualcosa di molto vero nella sua rubrica, ovvero che ha „il forte sospetto che tutta la vita, tutto l’universo siano un’unica domanda – e che il senso della vita e forse anche dell’universo sia esattamente questo: porre la domanda giusta o tutte le domande possibili, e non rispondervi“.

Questa constatazione non è certo nuova, ma ehi, evidentemente non impariamo poi così tanto dalle esperienze dei saggi uomini e donne che hanno vissuto prima di noi, e così ci ritroviamo di nuovo in un’epoca in cui le risposte presunte senza alternative alle domande pressanti del nostro tempo ci vengono urlate contro in un loop continuo sui soliti canali, sponsorizzati fino allo sfinimento.

Senza pause per respirare, senza riflessione, senza correzione di rotta.

Le persone che pongono domande – domande critiche, domande ovvie, domande che semplicemente devono essere poste di continuo – vengono a scelta diffamate, cancellate, definite stupide, ingenue e ridicole, oppure semplicemente ignorate, e così proseguiamo sobbalzando sulla strada sbagliata della storia, lastricata di ideologia, accecamento, follia collettiva, fantasie di violenza e di paura.

Anche il protagonista della mia canzone di pace preferita inciampa lungo questo cammino scomodo attraverso la vita e si chiede perché debba essere così, e in italiano suona all’incirca così:

Original

„Wenn ich so durch diese böse Welt gehe, nach Licht in der Dunkelheit des Irrsinns suchend,
frage ich mich:
Ist jede Hoffnung verloren? Gibt es nur noch Schmerz und Hass und Elend?

 Und jedes Mal, wenn ich mich so fühle,
würde ich eines gerne wissen:
Was ist so komisch an Frieden, Liebe und Verständnis?
Was ist denn so komisch an Frieden, Liebe und Verständnis?

 Und wie ich weitergehe durch unruhige Zeiten, bin ich manchmal so niedergeschlagen.
Wo sind denn die Starken, und wem kann man vertrauen?
Und wo ist die Harmonie? Die süße Harmonie.

 Denn jedes Mal wenn ich merke, dass sie dahinschwindet, möchte ich einfach nur schreien:
Was ist so komisch an Frieden, Liebe und Verständnis?
Was ist denn so komisch an Frieden, Liebe und Verständnis?“

Übersetzung

„Mentre attraverso questo mondo malvagio, cercando luce nell’oscurità della follia,
mi chiedo:
È perduta ogni speranza? Restano solo dolore, odio e miseria?

E ogni volta che mi sento così, una cosa vorrei sapere: Cosa c’è di tanto buffo nella pace, nell’amore e nella comprensione? Ma cosa c’è di tanto buffo nella pace, nell’amore e nella comprensione? E mentre proseguo attraverso tempi inquieti, a volte sono così abbattuto. Dove sono i forti, e di chi ci si può fidare? E dov’è l’armonia? La dolce armonia. Perché ogni volta che mi accorgo che sta svanendo, vorrei soltanto gridare: Cosa c’è di tanto buffo nella pace, nell’amore e nella comprensione? Ma cosa c’è di tanto buffo nella pace, nell’amore e nella comprensione?“

Il cantautore inglese Nick Lowe scrisse questa orecchiabile canzone rock nel 1973, quando il movimento hippie stava finendo e Lowe dovette constatare che tutti cominciavano a prendere droghe più pesanti e a riscoprire l’alcol. La sua canzone era una risposta al cinismo di quell’epoca, un’epoca di disagio in cui il risveglio dal sogno hippie portava con sé un freddo disincanto.

La provocatoria domanda retorica del ritornello era per lui il fulcro della canzone; si trattava dunque di mettere in scena musicalmente questa semplice saggezza senza „rovinare la canzone con versi stupidi e furbi“, come dice lui stesso.

Wow, che intuizione.

E questo Nick Lowe possiede ancora un’altra qualità: ammette infatti senza giri di parole di aver rubato una parte della melodia a Judee Sill, una cantautrice straordinaria che in quel periodo aveva pubblicato una canzone intitolata „Jesus was a crossmaker“.

È anche questa appropriazione culturale, quando ci si lascia ispirare da persone che ci colpiscono, dall’arte che ci commuove? Anche questa è una di quelle domande…

Per di più la canzone di Lowe divenne famosa solo quando Elvis Costello la incise nel 1978.

Dunque di nuovo un’appropriazione, oppure, per dirla in positivo: il passaggio di una fiaccola, di una semplice e toccante intuizione, di una canzone geniale che meritava di essere ascoltata.

E ora che ne facciamo delle domande che la canzone pone? È perduta la speranza? Ci sono solo dolore, odio e miseria? Dove sono i forti, e di chi ci si può fidare? Come arriviamo all’armonia, alla pace e all’amore?

Naturalmente non ho risposte a queste domande, ma solo altre domande:

  • La pace è soltanto l’assenza di guerra?
  • Sono in pace con me stesso?
  • Riesco a perdonare me stesso?
  • Come posso essere selvaggio e libero e allo stesso tempo vivere con consapevolezza e riguardo?
  • Forse trovo un po’ sciocchi anche io „pace, amore e comprensione“… da qualche parte nel profondo di me?

Domande su domande …

Ah, ecco che mi è venuta in mente una sorta di risposta alla domanda: le guerre possono creare la pace?

E precisamente viene da Michael Franti, un poeta e musicista americano, che dice quanto segue:

We can bomb the world to pieces, but we can’t bomb it into peace.

Ascolta & Guarda

Pubblicato per la prima volta su Manova www.manova.news/artikel/unbequeme-wahrheiten