
Weiches Wasser
Diether Dehm compose per la SPD, allora ancora vicina al movimento pacifista, una canzone sulla forza gentile della resistenza nonviolenta. Backstage
Diether Dehm è la rockstar tra i politici di sinistra. Ha scritto e prodotto successi come „1000 und eine Nacht“ e ha cantato lui stesso („Bella Ciao“, „7 Tage lang“). Per la canzone operaia e di protesta nutre una passione particolare. Nei primi anni Ottanta in Germania esisteva ancora un potente movimento pacifista. A differenza di oggi, non veniva insultato come „di destra“; combattuto dai guerrafondai, però, naturalmente lo era comunque. Questa è la storia di una canzone che è al tempo stesso un frammento di storia contemporanea — come canzone della pace e, in un’altra versione, anche come inno del partito della SPD, al quale fu proprio Willy Brandt a dare l’impulso. In ciò il paroliere Dehm si rivelò addirittura un profeta: „L’Europa ha avuto due volte la guerra. La prossima sarà l’ultima.“
Nel 1980 divenni portavoce di „Künstler für den Frieden“, che con l’„Appello di Krefeld“, in un’ampia alleanza, organizzarono per il 10 ottobre 1981 una grande manifestazione a Bonn contro il cosiddetto decreto di riarmo del cancelliere socialdemocratico Helmut Schmidt, cioè i missili atomici statunitensi. Quando per l’occasione fu invitata la pop band olandese „Bots“, lavorammo sotto forte pressione di tempo a una canzone cantabile in coro per il movimento pacifista. Hans aveva già – come per „7 Tage lang“ – una melodia popolare bretone, sulla quale scrissi poi il testo. Altri firmatari dell’Appello di Krefeld contro i Pershing aggiunsero questa o quella parola; così fece anche Wolf Biermann, quando non era ancora lo sciacallo della NATO Biermann.
A un altro concerto per la pace la canzone fu udita anche da Willy Brandt, che mi chiese se avrei potuto riscriverla per i 125 anni della SPD – poiché l’allora inno ufficiale del partito, „Wann wir schreiten“, era stato scritto da un futuro nazista (vedi Ossietzky 4, 2022). Nacque così la mia seconda versione, che nel 1988 Willy Brandt presentò, insieme a Senta Berger, Götz George, Albert Mangelsdorff, Hans Werner Henze e Heinz Rudolf Kunze, con il titolo „Das Parteilied“ per il giubileo, su disco e nel Reichstag di Berlino. Dapprima fu cantata come nuovo inno del partito della SPD a tutti i congressi. Una successiva dirigenza della SPD l’ha poi abolita – sostituendola di nuovo con „Wann wir schreiten“.
La versione qui presente, tratta dal mio ultimo CD („Dass ein gutes Deutschland blühe! Arbeiterlieder – von damals und jetzt“), è dunque una fusione della canzone della pace e del vecchio inno della SPD.
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La canzone in originale
